accarezzo il mio spleen e sussurro...
lascialo gridare: è solo vita
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about love and something else
buoni propositi
cose serie
foto nevose
il mondo da me fotografato
la creazione del blogghetto
libri
musica parole e immagini
poesie loro
pseudopoesie mie
ricordi
risvegli rocamboleschi
visitato *loading* volte
Sul balcone del mio ufficio una picciona sta covando due uova. Aspettiamo trepidanti il lieto evento. Non ho mai visto dei piccioni appena nati...saran bruttini? mah
155,50 fottutissimi euro di multa, ritiro del libretto di circolazione. E solo perché la revisione di Mildred è scaduta in ottobre dell'anno scorso. Ma che cavolo ne può sapere una femmina bionda che ogni due anni si deve fare la revisione alla macchina? Perché punirmi in questo crudelissimo modo? Che ho fatto di male? eh?
Cattivapolizia,bruttacattivapolizia. La domenica mattina non si fanno questi agguati alle innocenti. Noooooossignore. Che poi esco di senno, mi sale l'ira e non so con chi prendermela. Ma, dico io, perché non fornite un servizio alle femmine distratte mandando una letterina a casa avvisando che scade la revisione? Fate qualcosa voi, perdio, che io ho già abbastanza cose da tenere a mente e le sciocchezze come la revisione non rientrano nelle mie priorità.
mah, mi è venuto addosso uno scazzo proprio scazzoso, sono di un malmostoso ma di un malmostoso che mi sto sulle palle da sola, non oso immaginare l'effetto che ho sugli altri

non s'apre la stupida webmail di stupido splinder...
Michele,
forse era la morte migliore che ti auguravi, o forse non avevi mai pensato che sarebbe successo così. Ma giugno ti ha portato via. Il tuo desiderio di andare oltre, di sfidare il tetto del cielo. Hai sfidato il gigante e forse pensavi d'averlo domato. Non è stato così o forse il prezzo da pagare era comunque la tua vita. Scivolata, rimbalzata, straziata. Il gigante ti ha illuso e poi ti ha fatto cadere, ti ha visto cadere. L'eco ha trasportato la tua voce. Fino qui, fino a casa. Chissà cos'hai pensato, a chi hai pensato, se hai capito, se hai pianto, se quel precipitare è stato lucido. Voglio pensare che è stato come tu avresti voluto che fosse.
Ciao.
ora, non per dire, ma io questa bestiola qui la pretendo, la bramo, la voglio, la desidero. Deve essere mia. Assolutamente. Però non deve diventare grande, deve rimanere gnoma com'è adesso. E' troppo bellina, con quel musetto e quelle orecchiette pendenti. Ma non ha la faccia più strappasorrisi del mondo intero?

addio festicciola venerdì a Milano per il compleanno dell'amico M
addio concertino del sabato
addio cosette e cosacce della domenica per quel coso lì...cos'era? ah sì, la pace, con cantanti e concerti
addio ecco
dato che ho bisogno di rilassarmi, di distrarmi e svagarmi tutte quelle cose lì non mi avrebbero fatto bene ehhhhh no
poserò le sacre chiappe su un furgone e come una fuggitiva lascerò il Paese, ne passerò un altro (per tutta la sua lunghezza, cristo santissimo) ed infine arriverò alla meta
mezza morta (spero non morta del tutto)
sosterò per un giorno scarso
ficcherò su quel cazzo di furgone una quantità abnome di mobili e carabattole varie
poi ripercorrerò come un gambero tuuuuuuuuuuuutto il tragitto
e, forse, farò ritorno in patria
sempre se non muoio
...
.......
secondo me muoio nel mentre eh
mi ritroveranno mummificata tra un paio di secoli e si chiederanno cosa cavolo ci faceva una femmina alla guida di un furgone, lontana da casa all'incirca un millesettecento chilometri, e ovviamente si sperticheranno dalle risa pensando che non era cosa da femmina fare quello che ho in mente di (dover) fare
...
c'è nessuno che vuole fare questo viaggio (CON ritorno) con me? si accettano compagni e compagne di viaggio. Accorrete numerosi, sarà un viaggio indimenticabile, con sorprese dietro ogni angolo e tante monetine da gettare negli imbuti ai caselli francesi. Sbrigatevi! Non perdete quest'occasione.
....
......
ve ne prego
Diamond, non badare alle immagini, ascolta e basta. Baci, un po' qui ed un po' lì
e piove e c'è il sole e c'è il caldo assurdo e c'è il vento forte e c'è l'umidità e c'è la nebbia e c'è il freddo e c'è che io queste altalene meteorologiche non le sopporto più, non ho più l'età per adeguarmi in fretta e furia ai cambiamenti. Ieri tutto il dì con il mal di crapa per via del vento fresco e del sole che si nascondeva tra le nuvole e poi balzava fuori per ferirmi pelle e pupille. Ho ciucciato ben due pasticche ma non è servito a molto, ho passato quindi tutto il 'meriggio a finire i libri iniziati e piantati a metà strada, a fare parole crociate, a strapparmi le sopracciglia, a fumare e a sospirare. Fortuna che il mondo finirà nel 2012: mi rimangono solo altri tre anni di passione, sospiri e scazzi
c'è stato un tempo. Il tempo in cui c'eri. In cui eri. Ovunque. Annullavi tutto il resto, con il tuo non volerci essere. Non sapevi vivere, tremavi, rimanevi fermo. Non un passo. Mai. Immobile. Volevi essere re, ma non sei riuscito ad esserlo. Giullare della tua stessa corte ti circondavi di manichini per non confrontarti con chi della vita era ebbro. Sanguisuga e vampiro ti sei cibato del desiderio altrui. Vivere per riflesso, per trasfusione. Ma senza sentirne il brivido. Senza mai desiderare. E questo mi ha confusa. Questo tuo succhiare e divorare. Per troppo tempo all'ora di cena mi sdraiavo su quel tavolo e mi davo in pasto. Per farti sentire cos'è, prendere a morsi la vita. Per farti tornare la voglia. Ma non era questo quello che tu volevi. Tu volevi solo mangiare per non morire. Il gusto, il sapore, il piacere, quelli non li hai sentiti mai. Ti riempivi di me per colmare il tuo abisso di nulla. Mi hanno ingannata le tue lacrime e i tuoi sorrisi. Piangevi quando mi tagliavi a pezzi e sorridevi quando mi ingoiavi. Doveva essere viceversa. Si sorride quando si riceve un dono, e si piange quando di quel dono si capisce il senso.
Ma c'è stato quel tempo. Ed ora non c'è più.