accarezzo il mio spleen e sussurro...
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about love and something else
buoni propositi
cose serie
foto nevose
il mondo da me fotografato
la creazione del blogghetto
libri
musica parole e immagini
poesie loro
pseudopoesie mie
ricordi
risvegli rocamboleschi
visitato *loading* volte
lagna-time:
la notte scorsa ho sognato la Bestia Immonda. E' stato un sogno molto kafkiano, con lui che mi parlava di non so cosa e che pretendeva da me delle risposte, ed io che non capivo cosa mi stesse chiedendo e facevo scena muta, e più stavo zitta più lui si alterava.
Alle 3.47, poi, mi sono svegliata con il calo di pressione e la sensazione di morte imminente. Ho ripreso battito, respirazione e sudorazione pseudo normali solo alle cinque e qualcosa.
Mi sento un rottamino vivente (o morente).
L'incompiuto, me ne sono resa conto, mi disturba i pensieri in modo assoluto. Pretendo e preferisco la creazione e la distruzione. L'incompiuto non è da me tollerato. Nella mia concezione della vita l'incompiuto è la codardia, è il non fare per paura, è il ritirarsi dalla gara senza nemmeno avervi preso parte. E' la rinuncia. Ed io non rinuncio, mai. Magari mi esce una schifezza ma io inizio e io finisco, poi decido se distruggere o no.
Ecco.
Fine lagna-time.
Ora sigaretta.
cucu
e se mi tornerai in mente non dovrò far altro che pensare a quello che non è stato, che non sei stato. E pensando a questo tu diventerai non più desiderio e nemmeno rimpianto. Io non sto bene e non sto male. Semplicemente sto. Oh sì, di domande ne avrei ancora un paio, ma stanno perdendo colore, stanno svanendo. Un giorno mi sveglierò e non ci saranno più, e con loro sarai sparito pure tu. E tutto questo tempo sprecato inseguendo quello che non poteva essere lo metterò in uno scatolone in soffitta, e finirò per dimenticarlo. E dimenticarti.
Non mi chiederò più perché non sei stato amore, perché tu non sarai più il mio desiderio.
squil squill
c.: ciao fanciulla, scendi per una sigaretta?
1s1: ciao fanciullo...arrivo
smoke smoke
bla bla bla
c.: ...ma che bellina che sei...
1s1: ghghghgh (faccetta scema di spleen)...ora pussa via fanciullo che devo tornare al lavoro
sbaciuck
sbaciuck

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
Anche se non sei al top, fai sempre del tuo meglio. Quando tutto crolla, dimostri la tua forza. Se qualcuno soffre, hai la capacità sorprendente di offrigli aiuto e ispirazione. Se qualcuno non sa più chi è o dove sta andando, diventi il suo faro rassicurante. Grazie, carissimo amico. Ammiro il tuo bisogno di lottare per la giustizia, anche a nome di tutti quelli che non riescono a mantenere la tua calma nei momenti di crisi. E sono lieto di annunciarti che i favori che stai facendo ti verranno resi quando meno te l'aspetti.

Leone (23 luglio - 22 agosto)
"Caro Rob, ho sognato che giocavo con un leone in giardino. All'improvviso mi metteva le zampe sulle spalle e avvicinava il muso alla mia faccia. Avrebbe potuto mangiarmi o baciarmi. L'idea del bacio mi eccitava, ma ero spaventata perché sentivo che voleva qualcosa e non sapevo cosa. Mi sai dare una spiegazione?".
–Leone nel limbo
Caro Leone, molti di voi stanno affrontando problemi simili in questo momento. L'oggetto del tuo desiderio è selvaggio e feroce. Se decidi di stabilire un rapporto più intimo con lui, devi essere prudente. Vuoi qualcosa da lui, ma anche lui vuole qualcosa da te. Per proteggerti dalla sua ferocia devi sapere esattamente cos'è
Forse è stato l'addio. Imperfetto. Come lo è stato questo amore, che mi ostinavo a considerare vivo. Volevo credere fosse vivo. Ed invece davanti a me moriva, giorno dopo giorno, appestato, ma sempre pensavo fosse una semplice influenza. Era un amore spacciato a cui facevo veglia. "Domani andrà meglio", gli dicevo, seduta accanto a quel letto che puzzava di morte, "domani guarirai". Convinta mi accanivo su di lui, riversando speranza e rabbia.
Ma poi.
Ma poi un giorno mi passò la voglia di trattenerlo, di farlo sopravvivere. Un giorno forse mi stancai di quell'amore moribondo, che da solo non aveva nemmeno la forza di vivere, di darmi un bacio. Un giorno di quell'amore sanguisuga ho avuto paura. Un giorno di quell'amore presi coscienza e lo vidi per quello che era: un cadavere avvolto in un sudario. Piansi, uscendo da quella stanza. Piansi per me, non per lui. Piansi per il mio amore, non per lui. Lui sorrideva ancora pensando che sarei tornata, lui sorrideva ancora pensando che di quella sua presenza io non potessi più farne a meno, lui sorrideva pensando che quel suo letto ammorbato fosse un altare davanti a cui mi sarei inginocchiata ancora. Lui sorrideva.
Lo mandai all'inferno.
Della domenica pomeriggio, prima della furia, prima della rabbia, prima della fine.





La conferma delle mie certezze.
Questo è stato ieri. Il vederti annaspare, il vederti aggrappare a scuse puerili, il sentirti scherzare su quanto è stato in questi quasi tre anni, il sentirti insultarmi senza motivo e senza giustificazioni, il sentirti darmi colpe inesistenti. Ho lasciato intatta la tua vita ed ho fatto a pezzi la mia. Ti ho chiesto se volevi bere un bicchiere d'acqua o meno, tu hai risposto che la luna è un satellite. Capisci? Capisci l'assurdità della tua risposta? Bastava dire 'no grazie, non ho sete', oppure 'sì, grazie'. Ora dimmi, che cazzo di risposta è stata la tua? eh? Paziente e guardinga in ogni mio passo, non ho invaso non ho abbattuto mura non ho guidato un tank contro di te, su di te. Non ti ho ferito mai. Tu l'hai fatto sempre. Ti ho visto vivere le tue storie di letto, ti ho sentito lontano, ti ho sentito tornare verso di me. Peggio di uno tsunami sei stato. Ti avrei aspettato ancora, sai? sarebbero bastate parole sincere. Questo è sempre mancato in te, la sincerità, con me ma soprattutto con te. Aspettavo di sentirti un giorno parlare da uomo. Credevo che un giorno la tua coscienza avrebbe prevalso su quella tua inutile cortina di fumo, sulla tua corazza di uomo impaurito, ma coscienza credo sia morta, l'avrai uccisa tu o si è suicidata, boh. Aspettavo e nel frattempo ingoiavo rospi, stelline, zoccole, ubriaconi, silenzi, grida, parole cattive, azioni cattive. Ma ora non riesco più ad ingoiare nulla. Sono arrivata alla fine. Ieri sera ti ho vomitato un po' addosso, ti ho ridato quello che tu mi hai fatto ingoiare in questi anni. E non ti è piaciuto. Hai storto il naso. Siamo diventati campioni nel farci male sorridendoci, tu mi pianti coltelli guardandomi negli occhi con la dolcezza di un coccodrillo, io ora ti prendo a calci accarezzandoti come se fossi la cosa più bella del mondo. E tra questa rabbia non ancora del tutto esplosa, tra questo scambio di dolori, per parlarmi non mi hai dedicato nemmeno il tempo di una sigaretta. E' tutto qui. In quel tempo che non mi vuoi e puoi dare, in quelle parole che non vuoi e non sai dire. E' tutto qui. Un amore che per nascere e morire non ha avuto nemmeno il tempo di una sigaretta. Grazie.
Anakim:"il sì che ti ho detto era il mio sì. Tu fai le domande e vuoi sentirti dire le risposte che ti aspetti, quelle che vuoi tu. Non ti devo niente. Non puoi chiedermi niente".
Sapevi cosa intendevo quando ti ho dato quella specie di ultimatum. Lo sapevi eppure hai detto sì. Il tuo sadismo non era ancora soddisfatto. Tu volevi il mio sfacelo, la mia caduta. E questa sera io sono caduta. Ed ora tu ridi, tu butti tutto in vacca, tu ancora vuoi giocare ad essere dio. Ebbene, io ti rinnego, dio vuoto. Io non ho più la forza di giocare con te, senza regole, senza strategia, senza fine. Qual è il tuo gioco, Anakim? quale la tua strategia? Quale la fine, se non il mio dolore?
Tutto quello che ti ho sempre chiesto era la verità. Non bugie. Non volevo sentire altre bugie. Non ti ho mai chiesto bugie eppure tu continuavi a dirle.
Era così semplice dire no. Una sola minuscola verità.
Tre anni quasi. Di attesa. Di calma. Di darti tempo. Di non chiederti nulla. Di amore sprecato. Di voglie morte. Di desiderio rifiutato. Tre anni di niente, a ben guardare. Per cosa?
Quando tu tremavi io c'ero, io sto tremando e tu nemmeno te ne accorgi. Quando tu gridavi aiuto io c'ero, io sussurro 'aiutami....' e tu hai di meglio da fare. Ti dico che mi fa male ques'tamore e tu mi dici che non mi devi nulla.
Fammi un favore, e forse fallo anche a te: fai fare a questo mio amore la fine che fai fare ai tuoi pesci quando muoiono. Buttalo nel cesso, e tira molte volte l'acqua.
Sono stanca.