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E prima e durante e sempre.
Ho finto che tutto quello che è stato mi fosse sopportabile. Ho finto d'essere forte. E forse, per un momento, per un istante, la bugia è stata così reale che sono riuscita a guardarti senza piangere. Riuscivo anche a sedermi accanto a loro. Miss Blow Job, WonderWoman, PiccolaAiutanteDiBabboNatale, LinguaDiMucca e da ultima MinnieGrandiOrecchie.
La mia via crucis è all'ultima stazione. Ho portato una croce troppo pesante, una croce che non era per me. Non so nemmeno perché l'ho portata, forse non avevo altro da fare quel giorno.
E le risposte non hanno più importanza. Nemmeno le domande contano più. Davvero.
Forse avrai ancora paura d'amare, o forse amerai. Ma non sarò io, lo sappiamo. Magari sarà lei. I tuoi occhi, la tua paura... mostrali a lei, se ne avrai il coraggio.
Purtroppo tu ed io siamo uguali solo in questo: nell'amare chi di quell'amore non sa che farsene.
Ma dopo di te non sarà il diluvio, questo no. Giocherò un po'. Non confonderò i nomi perché non tenterò nemmeno di ricordarli. Saranno tutti 'stella' o 'gioia'. Ho avuto un buon maestro in questo. Quello che con te ho imparato mi sarà utile. Quello che tu non hai imparato non te lo potrò insegnare, nemmeno lo voglio.
Scoperò.
E basta.
Basta così.
E' tutto quello che vorrò.
Tutto quello che potrò.


Ognuno ha il proprio compito.
Il mio è portarti in salvo. Le coperte te le rimboccheranno altre mani.
Si deve solo prendere coscienza di quello che si è. E farsene una ragione.
Io sono come un piccolo rimorchiatore: ti porterò in salvo. Ma potrò fare solo quello. Salvarti.
Lo so e lo sai: non è colpa tua, se non riesci a baciarmi, a dormire con me, ad amarmi. Il tuo volermi bene non arriva a tanto. Non è amore, è voler bene.
Ai piccoli rimorchiatori si è grati. Non si amano.
Veglio un cadavere, senza riuscire a dirgli addio. Della sua immobilità sono preda, del suo essere ancora presente mi illudo. Veglio un cadavere, ed al terzo giorno ricomincio a contare da zero.
oggi sono più inversa del solito. Ho risposto male al capo, ho discusso alla cassa con due vecchi che volevano passarmi davanti, ho perso due accendini su due, devo scrivere una lettera e non so non solo da dove cominciare ma nemmeno cosa scrivere. Ho messo una collana che mi strappa i capelli. Sono lagnosa e malmostosa e ho una specie di broncio che non se ne vuol andare. Ero stufa di una caramella e l'ho sputata: ho mancato il cestino. E questo tempo... ufffff ... o piove o la pianta d'essere così grigio e stupido. Meno male che stasera vado a tango va'.
ohhhhcazzocazzocazzo! si arrabbierà la polizia se è da giugno che ho una multa da pagare?
uhm
avevo il sole negli occhi, ridevo. Mi sei venuto vicino e mi hai abbracciata. Hai fatto una foto ai nostri visi, vicini. E' uscita una foto in cui si vedeva solo bianco e nulla. E pensavo "che sfiga, per una volta che ci facciamo una foto assieme scoprire che assieme siamo nulla".
almeno le foglie sanno cosa fare. Devono solo lasciarsi prendere dal vento, e cadere. Fossi io foglia saprei cosa fare. Ma foglia non sono. Datemi un biscottino della fortuna, una risposta, un perché, un indirizzo, una via. Un qualsiasi cosa. Tutto, tranne il non sapere cosa fare. Questo non sapere, questo essere punto di domanda.
Mi sono svegliata alle 7.35 in ritardo pauroso, ho preso il treno delle 8.08 al volo, il suddetto treno non è partito per problemi sulla linea ferroviaria. Sono arrivata in ufficio tardi. Il vecchio (rincitrullito) del bar mi ha fatto aspettare dieci minuti il caffè convinto di avermelo già dato. Alle 10.30 erano già finite tutte le stramaledette brioches. Ho perso un bottone della giacca. Ho ritirato le analisi del sangue (diommmmio).
Stante le positive coincidenze planetarie che hanno fatto di me oggi una personcina leggermente sfigata ho deciso che stasera giocherò per la prima volta in vita mia al superenalotto.
Vincendo.
Ero in un fiume. L'acqua che mi circondava e la corrente che tentava di farmi sua preda. Ero stanca. L'opporsi alle correnti stanca veramente tanto. Allora ho pensato che opporsi era da sciocche, che non avrei mai potuto contrastare quella corrente, e che anziché oppormi avrei potuto far cambiare il senso del fiume, e forse di tutte le cose, semplicemente volendolo. Ripetevo tra me e me 'cambia senso, cambia senso'. E la corrente ha cambiato direzione. Ed io ero finalmente serena.
Nei sogni sono di una furbizia che quasi mi impressiono da sola. Peccato che nella realtà io stia ancora inciampando e mi stia ancora opponendo alla corrente.
Ti ho ritrovato, come si ritrovano i biglietti dimenticati nelle tasche delle giacche. Quando non servono più. Quando ci si era dimenticati di loro, del loro senso, del loro perché. Ho infilato le mani in tasca e ti ho ritrovato. Senza senso, senza perché. Tu. E senza senso, senza perché ho stretto quel biglietto tra le mani. Forse se mi concentro cambierò la direzione a questa corrente. Cosa sei tu? fiume o corrente? Dove devo andare per mettermi al riparo? Mascheri i tuoi no con dei forse improbabili. Indosso i tuoi forse e me li porto a letto. Ancora.