accarezzo il mio spleen e sussurro...
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Fidel Castro moriva ed io andavo al suo funerale in canoa. Poi a Cuba trovavo un coniglietto bianco che mi teneva compagnia lungo la strada. E un sassolino, che poi mi cadeva in un prato e non sono più riuscita a trovare.
e niente, la puntata doppia di ieri mi ha un po' inquietata. La trama è sempre più ingarbugliata. Salti avanti e indietro nel tempo. Prima, dopo e durante. Che se solo per disgrazia ti assenti tre minuti per andare a fare la pipì torni e rischi di non capire più nulla. Non mi sono mossa dal divano, occhietti aperti, orecchie idem, attenzione e concentrazione, eppure... ho mille dubbi e mille domande. E in chiusura: la prossima settimana, per l'ultima puntata di questa serie, grande finale: Locke e Ben intendono spostare l'isola. Sant'iddio 
ho raggiunto una consapevolezza, anzi, LA consapevolezza: a me nessuno mi ama. E siccome è una condizione che perdura da una decina d'anni la cosa inizia a preoccuparmi. Non che pretendessi l'Amore, quello con la A maiuscola, no, quello l'avevo trovato ma si è perso e quindi ciaociaoAmore, però, stracazzo, nemmeno un amorino, uno straccetto d'amore, un amore senza grandi pretese. Niente. Nemmeno quello. Dieci anni di deserto sentimentale, di storielle tanto per, di cose rapidi, indolori, che iniziano con la luna e finiscono con il sole, che nascono nelle mutande e lì si fermano (che poi ultimamente nemmeno quelle mi capitano più... ).
Dieci anni di puro vuoto d'amore.
Son tanti dieci anni. Un inverno senza fine. Un'attesa che non trova soddisfazione. E in quell'attesa a volte mi chiedo 'come mai?', ma forse sono troppo sciocca per riuscire a trovare la risposta.
E raggiungere la consapevolezza di tutto ciò non mi ha resa felice. Nemmeno un po'.
Ma, temo, mi voglio ancora imbrogliare e son qui, ad aspettare una primavera che non arriverà.

Quanto profondo sarà, l’abisso, questa volta? Ti guardo - ti vedo, ti ascolto - ti sento. Non devo assaggiare il tuo dolore per riconoscerlo. Non ho la medicina per cancellare quel tuo dolore che in fondo è anche il mio. Ma ti racconterò mille sciocchezze per strapparti un sorriso, e te lo dirò ancora, fino a quando un giorno me lo dirai tu, che no, non si muore di quel dolore. E se mi chiederai ancora di dormire con te, abbracciata a te, con te, di te, ti dirò ancora sì. Perché sì, non si muore di quel dolore, ma ci si riscopre fragili e spaventati. Ci si ritrova derubati e rifiutati. Sento la tua paura e ritrovo in te tutto il mio passato. Torna in porto, torna al sicuro. Fermati e respira il mare con me. Vedi? Un respiro dopo l'altro, un passo dopo l'altro. Senza fretta, senza voler dimenticare, aspettando che la ferita si chiuda per accarezzare poi il ricordo. Quando sarà il tempo per poter ricordare, quando il dolore sarà ricordo e non realtà.

è che a volte mi confondo e amo qualcuno che non c'è


Scusate, mi assento un attimo. Vado a dire due paroline al capo...
sarebbe stato semplice lasciarti continuare, ma non sarebbe stato facile il dopo. Mi avresti guardata come sempre mi guardi. Perché ho visto la differenza nei tuoi occhi, o forse non c'è mai stata differenza e sempre mi hai guardata come mi guardi ora e solo adesso me ne sono accorta. Sarebbe stato semplice lasciarti continuare, ma mentre tenevo chiusa quella porta per tenere il mondo fuori mi sono ricordata cosa era successo quasi due anni fa. E mi sono detta che anche questa volta sarebbe stato per il motivo sbagliato. Allora dovevi festeggiare un traguardo, adesso...beh, adesso è stato l'alcool. Per questo ti ho interrotto. Ma tu puoi continuare a dire che sei scivolato. Puoi continuare a dirlo sorridendo. Scherziamo anche su questo se vuoi. Ma almeno con me, almeno per una volta, sii sincero e dimmi quanto ti senti solo. Perché quella notte, con me, volevi solo dimenticare e fingere che tutto va bene e che sei felice. Io il motivo per cui ero lì lo so, e mi spiace saperlo. Come mi spiace sapere tante altre cose. Ma che ci vuoi fare, baby, ç'est la vie