accarezzo il mio spleen e sussurro...

lascialo gridare: è solo vita

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giovedì, 17 luglio 2008

con te succede sempre così, che poi vado via con quel vuoto che di parole non si colma mai, e non so, forse sbaglio i tempi o il modo, ma di futilità ci stordiamo. Ci raccontiamo le malefatte ma non riusciamo a raccontarci le disfatte. Ci raccontiamo briciole di presente, per non parlare di quel peso che è stato il nostro passato. E' il vero te che non mi racconti mai, è la vera me che ho imbavagliato perché sto imparando a nascondermi. O forse è solo la paura di dover scoprire che in effetti sono vuota, quando invece ho sempre pensato il contrario. E mi va bene tutto, mi vanno bene tutti. Non c'è più differenza perché sono come tu mi vuoi, come lui mi vuole, come mi si vuole. Sono diventata tutte le donne del mondo, ed alla fine mi sono persa, non riesco più a distinguere il mio volto, tra tutti quei volti. Non ho più chiaro, non so più, chi voglio io.

Postato da: spleen a 11:22 | link | commenti (6) |

martedì, 08 luglio 2008

...
"Accanto al libro una bottiglia di limonata piena di sputo di tabacco, con una mosca sul bordo e un'altra dentro, troppo stupida per trovare l'uscita. Continuava a svolazzare e a battere contro il vetro, senza capire che le sarebbe bastato salire di pochi centimetri per arrivare in cielo.
Alla fine la mosca, stanca e confusa, andò a posarsi su un pezzo di tabacco da masticare sul fondo della bottiglia, e restrò lì, su quella piccola isola in un mare di sputo marrone. Battè un attimo le ali, come per passare il tempo, poi se ne stette immobile, confusa e sorpresa. Una vera perdente. Provai compassione.
La mosca sul bordo della bottiglia, stanca dell'idiozia della sua collega, volò via"
...
(Rumble Tumble - Joe R. Lansdale)

Ecco, mi sento come quella mosca. Incapace di vedere la soluzione, che sta lì, a portata di ali. Incapace di capire. Incacape di fare qualsiasi cosa, se non rimanere nel mare di sputo.

Postato da: spleen a 11:05 | link | commenti (7) |

domenica, 06 luglio 2008

L'unica cosa emozionante e che mi ha fatta sentire un pelino viva, in questo lungo fine settimana, in tutto questo fine settimana, è stata il nubifragio della domenica pomeriggio.  Guidare mentre la natura si scateneva mi ha fatto bene. Si sentiva solo la pioggia, la grandine, il vento che urlava. Volavano rami ovunque. E da ogni dove scendevano fiumi d' acqua. La macchina sembrava così quasi silenziosa in tutto quel frastuono. Non si vedeva nulla. Muri d'acqua portati dal vento si seguivano incessantemente.
Io guidavo sorridendo, gli altri si fermavano.
Ho capito che mi infilerei facilmente in un guaio, quando si tratta di acqua e maltempo. Mi ci getto dentro senza pensare a nulla. Contenta solo di fare parte di quell'energia, di quello sfogarsi della natura, di quegli elementi che gridano e infuriano e tutto travolgono. Avevo bisogno di mescolarmi a quell'energia, a quella rabbia. Per mescolarla con la mia. Per farla uscire e vederla scivolare sul parabrezza.
Ma poi.
Ma poi tu mi scrivi un messaggio, ed ho fatto tornare la pioggia cattiva perché ho avuto bisogno di altra pace.
Ora sta cadendo pioggia e pace. 
E' ancora domenica.
Un'altra domenica. 
Tu con lei.
Io con la pioggia.  

pioggia1jb3

Postato da: spleen a 20:23 | link | commenti (5) |