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mala tempora currant
bevevo caffè e leggiucchiavo il giornale. In prima pagina che ti vedo? il mio cognome.. oiboh... è lo zio... che ha combinato? capisco cosa è successo leggendo l'articolo, in cronaca. Certo che la foto dell'elicottero a cui è appeso il cadavere del cavallo dello zio potevano anche risparmiarsela...
umpf
La scorsa notte, un'immagine. Solo un'immagine. La chiesa e lei. Piegata, spezzata, annientata.
Una telefonata ora.
Atropo ha tagliato il filo un paio di minuti fa.
Lui non c'è più.
Le mani che tentavano di frenare la vita che voleva fuggire. La flebo con gocce rapide, in caduta, veloci, più veloci. L'ombra di Atropo, che con le cesoie affilate provava a tagliare quell'esistenza. E l'elicottero che atterra. Fa paura quel rumore, fa paura il senso di quel suo essere lì, fa paura quel bisogno di velocità, quel non poter aspettare, quel doversi sbrigare. Quattro persone inginocchiate accanto ad un corpo immobile che del dolore non è più cosciente. Quattro persone che in quel corpo ricacciavano dentro la vita. Non sfuggire via, sembravano dire le loro azioni, i loro visi, le loro mani.
L'elicottero fermo in strada, in attesa di quel corpo.
Eppure oggi c'è il sole, non si dovrebbe vedersi rapire la vita il primo giorno di sole dopo tanta pioggia.
Ma Atropo ha le cesoie affilate. E forse ha reciso quel filo.
Quanto tempo è scivolato via? Quasi dieci anni. Ma tu riesci ancora a farmi piangere. Ti ho dato il possibile e l'impossibile. Ti ho regalato tutto quello che avevo, e quando l'ho finito ho inventato sogni per te, solo per te. Ti ho dato abbracci quando tremavi, ti ho cullato per farti dormire, ti ho atteso notti e notti, ti ho visto cadere e ti ho rialzato. Mi sono data in pasto alla tua rabbia. Ti ho lasciato mangiarmi il cuore non una volta, ma cento e ancora una. Perché?Perché ancora piango di te, di me, di noi. Perché so che quello che eravamo era amore. Perché l'hai tradito e abbandonato. Perché l'ho ritrovato, ferito e calpestato. L'ho curato e tenuto in un angolo del cuore. Al riparo. In attesa.
Ed ora tu mi chiedi...
E ti risponderei...
...
Non basta raccontarsi le favole per credere che 'vissero tutti felici e contenti'. Nelle mie favole il lieto fine non è previsto. Nelle mie favole vincono la strega, il lupo, l'orco. Che mi piaccia o no solo quelle favole conosco e vivo. Che mi piaccia o no. Ho provato ad inventarne una nuova, tutta per me. Una favola con un 'vissero felici e contenti, almeno per un po''. Ma non ha funzionato. Ho chiuso anche gli occhi per sognarla. Mi sono ritrovata con gli occhi spalancati per il dolore. Perché dietro l'angolo c'era solo un altro mostro e pur sapendolo ho svoltato quell'angolo, gli ho sorriso e gli ho detto 'mangiami, se devi'. E lui ha mangiato. Non avrei creduto di sentire ancora quel dolore, pensavo che non ci fosse più niente di me da mangiare. Mi sbagliavo.
(Mangiami ancora, mangiami tutta. Che finisca questo dolore)

un giro di giostra. Voli, tocchi il cielo e sorridi. Poi finisce. Si scende. Non c'è un altro giro. Lo zucchero a velo si appiccica alle dita. Rimane solo questo. Dita appiccicose e la voglia di un altro giro sulla giostra.
Mah
e niente, dal 30 maggio 2008 Ettha non c'è più. La mia creaturina bella...