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e niente, stamattina in treno quasi mi azzuffavo con un tizio. Questi i fatti. Il treno era pieno zeppo, ma scorgo in lontananza un posticino libero. Lo raggiungo e che vedo? il sopra citato tizio, appunto, che beatamente ronfava con i piedi posati sul sedile. Un po' schifata, ma troppo stanca, decido di fargli spostare i piedi. Avevo un giornale in mano e, con il tatto e la cortesia che mi contraddistinguono, gli batto sulle ginocchia (n.d.s. mi sovviene ora un pensiero: non è che sgiornalandolo l'ho ferito a morte?). Non l'avessi mai fatto. Il dormiente si desta, mi guarda con occhi iniettati di sangue ed inizia a sproloquiarmi addosso, chiedendomi come mi ero permessa di prenderlo a giornalate, e che potevo chiamarlo per svegliarlo, e bla bla bla bla. Io, angelica come mai, gli faccio presente che i piedi sui sedili non si mettono, e che dopotutto mi ero limitata a sfiorarlo gentilmente con un giornale (anche se, ora che ci penso, un coltello piantato in gola forse avrebbe sortito un effetto migliore). E poi lo liquido con uno sguardo che gli ha fatto passare la voglia di stressarmi l'anima al mattino presto. Chiaro che poi mi sono seduta pacifica e beata in un altro posto. Ecchecazzo, mica mi siedo dove uno c'ha tenuto i piedi. Comunque per tutto il viaggio il tizio mi ha guardata, cercando effettivamente la zuffa (verbale, credo), ed ai suoi sguardi io rispondevo con il mio, quello più bello, quello che ti fa capire cosa penso di te. Il mio sguardo da essere superiore, ecco. Nel mentre mi sparavo nelle orecchie nothing else matters. Un'altra gioiosa giornata
Eh insomma...eccomi qui, reduce da serata alcolica a cui ha fatto seguito una notte che mi mancava da troppo tempo. Oddio, dell'inizio ho confusi ricordi, in quanto ero impegnata a far fermare il mondo, che, arbitrariamente, decise di girarmi attorno in modo spericolato. Ma da quando ho chiuso la porta ricordo tutto, e molto bene. Io questa notte la rifarei subito, magari evitando la parte alcolica e passando direttamente a quella delle onde...
ti lascio in un letto disfatto,
segnato,
marchiato,
non hai capito mai,
che l'amore si regala
ma che masticato dal piacere diventa fiele,
non puoi capire tu, che mi chiedevi amore per piacere
e ieri non hai visto la differenza,
distratto non hai colto.
Non ti ho chiesto amore,
non te lo chiederò più
...
non hai mai provato a mettermi in bocca l'amore
ed ora è troppo tardi
oh signore ti spiacerebbe non farmi avere i cali di pressione la notte? che poi mi spavento e sto male e tremo e sudo freddo e mi viene il vomito e arrivare fino alla tazza del cesso è una fatica improba. Grazie
Sabato mattina. Di corsa dal veterinario. Visita, flebo, iniezioni. Sabato pomeriggio, veterinario, visita, flebo, iniezioni. Domenica pomeriggio, idem. Lunedì sera, veterinario, flebo, iniezioni. Martedì sera, veterinario, flebo, iniezioni. Ora il peggio sembra passato. Creatura Infernale sta migliorando.
In compenso oggi sto male io. Telefonerò al veterinario...
Per un istante mi son dovuta fermare. Venivo accusata di buttare in pasto, a chi leggeva, legge o leggerà questo mio blogghetto, particolari intimi e/o personali che potevano in un qualche modo far risalire alla persona di cui stavo scrivendo/parlando. Ora, di tutto mi si può accusare tranne che di essere esplicita. Uso metafore, ghirigori, equazioni matematiche, canzoni e quant'altro. Ma non ho mai, e lo sottolineo, e lo ribadisco, scritto qualcosa che potesse far trasecolare chi mi leggeva, esclamando un "ohhhh ma ... qui la spleen parla di XY! oh cavolo! quali inciuci misteriosi si celavano dunque dietro quell'apparente innocente canzone" (o poesia, o, appunto, equazione matematica). Ho avuto battibechi con la Bestia (=Anakim), questo sì. Ma lui era un capitolo a parte. E comunque non ho mai fornito elementi per cui uno Sherlock Holmes, in gonnella o meno, potesse risalire a nome e cognome della Bestia. E poi, comunque, eravamo due persone che si lanciavano addosso un po' di insulti, un po' di recriminazioni. Niente di trascendentale. Escludendo quindi coluichenonnomineròpiù i miei post erano criptici, nebulosi quel tanto che bastava per impedire appunto di capire di cosa e di chi stessi parlando. Ebbene, nonostante questa mia cautela e delicatezza, mi si accusò di violazione di privacy: mi si disse che una tal persona, arrivando al mio blog attraverso un altro (su cui il mio blog era linkato) poteva leggere determinate cose, poteva venire a sapere determinate cose, poteva rimanerci male. Mi sono quindi fermata, mi sono sentita imbavagliata, mi sono sentita quasi in colpa. Poi ci ho riflettuto, appunto. Un paio di giorni di riflessione non fanno male a nessuno. E sono giunta alla conclusione che io qui, a casa mia, nel mio blogghetto, ci posso scrivere quel che mi pare e piace, come ho sempre fatto e come sempre farò. E se a qualcuno questo non sta bene...beh non so che dirgli o che dirle. Non mi legga. Legga altro. Legga blog impegnati politicamente, legga blog giornalistici, legga i fondi di caffè o la cenere di sigaretta.
E come nella vita sono autoritaria, dura, inflessibile, corretta, leale e sincera così lo sono e lo sarò qui. Dove il qui è un'estensione, dove il qui è il mio imperfetto blogghetto.
Dove qui comando io, qui decido io.
Tu togliti di torno, lettore o lettrice indesiderato/a. Che di piattole e di amebe ne faccio volentieri a meno. Togliti di torno, perché del tuo leggermi non m'importa, come non m'importa del tuo giudizio e pregiudizio. Peccato che in tutto questo tuo leggere, e malignare, non ti sia riuscito di lasciarmi due righe. Mi sarebbe tanto piaciuto leggerti, sai?
Ma poi...
Questo è dopotutto un blog di una fascistella, che poco apprezza gli indecisi, i tentennanti, i paurosi, quelli che dicono e non dicono, quelli che si nascondono, quelli che sono grigi, quelli che vogliono la moglie ubriaca, la botte piena e l'amante sorridente e miagolante.
Qui c'è bianco o nero. Per il grigio siete pregati di rivolgervi altrove.
Sciò.
Si rialza il sipario, il pubblico a cui lo spettacolo non aggrada, o che si sente offeso nell'onore o nella propria persona... si può alzare e lasciare la sala.
Mille grazie.
il blog è morto
viva il blog
ah già, Anakim: come tu mi hai gentilmente scritto in un sms "vai ovunque ma non qui, non sei persona gradita" (quando volevo passare dal tuo locale a riprendere le mie cose) vorrei farti presente che nemmeno le tue visite al mio blog saranno ulteriormente tollerate. Non hai di meglio da fare? Vai altrove, vai al teatrino delle marionette, vatti a far rimirare dalle stelline che stazionano sui tuoi sgabelli, vai a fare il leoncino con la fanciulla di turno. Oppure vatti a rendere ridicolo tentando di riconquistare il tuo grande amor perduto (ma forse è volata nuovamente in Africa dove ha trovato quello che tu non le potevi dare). Vai ovunque ma evita di rimettere piede in 'casa' mia. Grazie
Prova a ripassare di qui, quando sarai pronto, quando sarà come dovrebbe essere, quando sceglierai e non sarai scelto.
Prova a ripassare di qui, prova a bussare.
Non so se sarò ancora in casa, la primavera è alle porte, ho occhi belli, che hanno voglia di vedere e sorridere.
Prova a ripassare di qui.
Non so se ci sarò.
Perché io sì, io sì ho scelto.
recatami a votare con la ferma decisione di andare e tornare rapidamente sono uscita di casa praticamente in pigiama. Fatte le croci stavo per tornarmene a casa quando fui placcata sull'uscio del bar dalla gentaglia. E via. Spritz e sigarette. Sigarette e spritz. E chiacchiere. Quante cose si vengono a sapere ciarlando. Quanti pettegolezzi e inciuci si vengono a sapere. Mi parlarono persino del povero anakim eheheheheh. Robe comiche, robe da spasso. Povero lui.
Ora pisolo che a me gli spritz(es) bevuti in smodata quantità fanno venire sonno.
Yaaawn