accarezzo il mio spleen e sussurro...
lascialo gridare: è solo vita
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about love and something else
buoni propositi
cose serie
foto nevose
il mondo da me fotografato
la creazione del blogghetto
libri
musica parole e immagini
poesie loro
pseudopoesie mie
ricordi
risvegli rocamboleschi
visitato *loading* volte
ho messo in valigia l'indispensabile

Stralci da Compagno di sbronze (Bukowski)
<<per questa volta il Calore ha mancato il colpo. non immagazzinate più di quanto possiate ingoiare: amore, calore o odio che siano>>
<<più tardi andammo a letto insieme. lei mi baciò con molto garbo, la sua lingua aveva una specie di tristezza piena di scuse>>
Sistemato il sistemabile. In ufficio lascio una scrivania linda e sgombera da scartoffie.
Salutati i salutabili, ruggito al e del capo (lui mi si inverte d'umore quando prendo ferie), dato acqua alle piantine.
Toda gioia e felicità per l'imminente partenza.
firulì firulà domani è l'ultimo giorno di lavoro e poi vacanzeggio (alla faccia di quelli che hanno vacanzeggiato a natale e capodanno, tiè! ora lavorate voi, fetentoni)
...legato ai suoi fianchi con un filo d'argento
un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande,
perché il vento era amico ed il cielo era grande...
Io le dissi ridendo "ma signora aquilone,
non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?'
lei mi prese la mano e mi disse "chissà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà'
e così me ne andai che ero un poco più saggio
con tre soldi di dubbio e due di coraggio
e incontrai un ubriacone travestito da santo
che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto
un sognetto bello, difficile da abbandonare, e spleen si sveglia alle 7.37. Niente risveglio soft, niente cartoni animati, niente bacetti alla Creatura. Ma alle 7.52 ero già in stazione, in attesa della macchina a vapore.
Ma il sogno, oh cazzo quel sogno quanto meritava un simile risveglio...
Il fiume in piena, l'acqua che gridava e ci travolgeva. Ho chiesto al mio compagno 'dici che riuscirò a fare questo passaggio?', perché nel sogno avevo un po' paura, c'era questa rapida davanti a noi veramente spaventosa. Proprio smisurata. Ed io pensavo che era da tanto che non scendevo ed ero preoccupata. Pensavo che forse avevo dimenticato come si rafta. Ma il mio compagno, di cui ignoro il volto ma ricordo la voce, mi dice 'forse cadrai o forse no, forse vincerai o forse no, ma sai come si cade e sai come si vince, devi solo ricordartelo'.
Abbiamo fatto la discesa, non sono caduta, ho vinto. Ed è stato come scendere al rallentatore, ogni movimento accendeva un ricordo, ogni ricordo toglieva la polvere, e sotto la polvere c'era la vita. Ed ho pensato 'credevo d'aver dimenticato come si ama'.
(Detto così sembra un sogno un po' cretino. Invece cretino non è. E son partita da questo sogno, oggi. Ho pensato all'amore, al mio. A tutte le volte che te l'ho spedito, ed a tutte le volte che è tornato al mittente. Ed ogni volta leggevo 'destinatario inesistente'; ora ho capito che il tuo non era l'indirizzo corretto. Ed ho pensato che ti ho mostrato il mio dolore e non l'hai capito, che c'hai infilato le dita, ed ancora non vedevi quello che stavi facendo. Ed ho pensato, alla fine, che non avevi gli occhi adatti per vederlo e capirlo. Ed un po' mi è dispiaciuto, non per me, per il mio amore, per il mio dolore, ma per te)

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
Quando le hanno detto che aveva vinto il Nobel per la letteratura, Doris Lessing ha commentato: "Non me ne potrebbe importare di meno". Cosa l'ha spinta a essere così indifferente davanti al riconoscimento più importante del mondo per uno scrittore? Riesci a immaginare qual era il suo stato d'animo? Penso che dopo questa settimana ci riuscirai, Capricorno. Il tuo ego riceverà una carezza a cui non darai molta importanza, semplicemente perché sai già quanto vali e non hai bisogno di conferme dall'esterno
(porca miseria, questo oroscopo ci azzecca semprissimo eh!) rilinkolo così potete andare a controllare il vostro http://www.internazionale.it/oroscopo/
Il segreto di pulcinella è stato svelato. Tutti sapevano, nessuno lo ammetteva. Il vaso di pandora è stato scoperchiato. E la mano che ha tolto il coperchio è stata la mia. Ma avevo ragione, e il fine giustifica i mezzi: io ho usato quello che potevo, fossi stata più saggia avrei usato quello che dovevo. Ma la saggezza non è di questo mio tempo. Era ancora tempo di rabbia e lacrime. Ed alla fine nessuno ha vinto, nessuno ha perso. Alla fine ho solo questo dolore che tu non hai saputo capire. Io non ho scuse, se non quella di non essere ancora guarita. E per guarire mi servirà il tempo della lontananza.
Io non sono una perla, io sono un solitario, ma tu mi avevi infilata a forza nella collana. In quel rosario di dolore non posso più rimanere, perché tu accarezzi a caso, ogni perla per te è simile all'altra, ed accarezzi solo quando vuoi tu. Non noterai l'assenza quando starai bene, quando starai male allungherai la mano ed io non ci sarò. Sarà un'altra perla che si farà accarezzare e tu non sentirai la differenza.
Si è aperto il cielo, e sono caduta. Un volo diritto, come la pioggia dei giorni scorsi. Giù, fino a terra, e ancora più giù. Mentre mi teneva le mani ho chiesto scusa a lei. Mentre mi guardava ho detto a lui cose che non ricordo. Forse gli ho pianto addosso. Ho saldato il conto dell'amore finito. Non ho aspettato il resto.
Ci sono nodi che non si spezzano, e davvero servirebbero delle forbici. Ma il nodo rimarrebbe. Rimarresti.