accarezzo il mio spleen e sussurro...

lascialo gridare: è solo vita

Eccomi

Blogger: 1spleen1

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Statistiche

 
lunedì, 30 luglio 2007
Breve resoconto della vacanza (solo del viaggio dell'andata, il resto lo scrivo domani che c'ho troppo lavoro oggi in ufficio)

Recuperata che ebbi l'amica mia G. imboccammo l'autostrada e dopo la bellezza di 6 km ecco i primi morsi della fame e la consapevolezza che dovevamo fare rifornimento di cibo e bevande. Ci rifornimmo quindi all'autogrill, ossia a 7 km dalla partenza. Ovviamente di cose di prima necessità: cipster, pringles alla greca (buone assai), tuc alla paprika (buoni assai), grisbì al cioccolato (gnammmete), fatina (non ho ben capito cosa fossero, ma erano dei cosini salati e al gusto di paprika),  fanta (per me), coca cola zero zucchero (per G.). Fatta la spesa ci ributtiamo sulla via della perdizione, direzione nord  (all'arrivo avevamo ancora le cipster, un po' di fatina, e un paio di tuc. Tutto il resto spazzolato e finito nel pancino). [Per i lettori: se guidate e mangiate cose alla paprika non fate come me che inavvertitamente mi sono grattata gli occhi. Non sto a spiegarvi il motivo di questo mio consiglio. E non indossate magliette chiare: ve le ritrovereste chiazzate. Fine del consiglio]. Il viaggio è scivolato via senza problema alcuno, ciarlando delle varie vicissitudini amorose, dando lei ottimi consigli a me, ed io ottimi consigli a lei. Ma già sappiamo che da esterni tutto sembra facile, mentre facile non lo è mai. Arrivate all'altezza di Bolzano è tutta una curva ed una galleria. Quindi abbiamo moderato la velocità di crociera spostandola sui 110-120 scarsi. Abbiamo anche fatto molta ginnastica: abbassare i finestrini nei tratti all'aperto, rialzarli velocemente all'imbocco delle gallerie, riabbassarli alla velocità della luce appena fuori (nota per spleen: la prossima macchina assicurarsi che sia dotata di clima e di alzacristalli elettrici). Per distrarci dalla fatica ho raccontato a G. l'ultima puntata di Will e Grace, e, data la mia risaputa qualità di sintesi, una puntata di trenta minuti è stata spalmata su 40 chilometri. E tutto attorno a noi si fece montagna, fiume, larici e pini (Tanto per ridere: c'erano dei pini a cui avevano tagliato i rami bassi e come risultato vedevi questi tronchi lunghi lunghi lisci lisci e le fronde iniziavano, per dire, solo dopo i cinque metri. Dissi a G. che quello era lavoro degli orsi, che passando di lì si divertivano a strappare i rami e poi a grattasi la schiena sui tronchi lisci. I suoi occhi, il suo viso, e il suo 'maddai????' mi hanno fatto capire che ci credeva veramente. G. sagomina bella che sei). Passata che avemmo la zona curva-tunnel iniziammo a vedere piccoli castelli e torri abbarbicati sui monti, ce li siamo divisi equamente, uno suo, uno mio. Ciarlando e mangiando non ci accorgevamo del tempo che passava e della strada che macinavamo. Ad un certo punto ho preso atto che io la cartina non l'avevo guardata e che ne so io se si doveva uscire dall'autostrada e che ormai eravamo quasi in austria e che dove diavolo sarà questo posto benedetto.... Ma fiduciose e scaltre come due upupe proseguimmo. Ci fermammo in un autogrill per far riposare il mio ginocchio dolente, terminare la confezione di non mi ricordo cosa e fumare una sigaretta. Ripartimmo rinfrancate. E dopo neanche mille metri (non chilometri eh, ma metri) trovammo l'indicazione per la nostra uscita. Dunque non ci siamo perse, pensai. Al casellante chiesi informazioni su come raggiugnere la nostra meta e lui con un lievissimo, quasi impercettibile, accento tedesco, ci disse: rotonda , svolta a sinistra, poi destra, poi sempre dritto, e siete arrivate. Grazie. Prego. E via. (secondo G. il casellante era pomiciabile, secondo me no, ma abbiamo gusti diversi, come potrete rendervi conto dal reportage della vacanza che vi appiopperò domani). E iniziammo ad inerpicarci su per questa valle. Deliziosa, se escludiamo le sporadiche zaffate di natura che entravano dai finestrini (benedette mucche e maiali, mioddio!!!). Avvistato un bancomat ho fatto un piccolo testacoda per parcheggiare, avrò grattato un po' la coppa dell'olio, ma chissenefrega. Svaligiammo i nostri conti e ripartimmo. E si saliva sempre più, e la notte calava. L'amica G. per fortuna non vomitò per la mia guida sportiva e nemmeno per le curve. Ad un tornante, complice la stanchezza e la distrazione, eravamo entrambe convinte di dover andare dritto, che sembrava la strada proseguisse in quella direzione, invece frenatina e curva a gomito verso sinistra. Buffe che siamo. Dopo 13 chilometri giungemmo all'agognata meta. Entriamo, ci registriamo, saltelliamo in camera, mettiamo il costume e ci scapicolliamo in piscina. Non avete idea della goduria. Luci soft,  idromassaggio e piscina tutti per noi, che a quell'ora non c'era nessuno, erano tutti altrove a fare chissà cosa. Siamo state in ammollo per un tempo infinito ma sempre troppo breve. Poi docciate, tornate in camera, rivestite e scese per la nostra prima notte di vacanza.
E questo è tutto per ora, che le cose son molte da raccontare ed il tempo ora mi è un po' tiranno.

Postato da: spleen a 17:35 | link | commenti (24) |

cazzocazzocazzocazzo! stavo così bene, ma così bene, in pace con il mondo, praticamente una bambolina sorridente, gaia e gentile...alle 8.23, complice il capo ed uno dei soliti lavori in power point,  mi erano già girate le palle ed il benessere ritrovato è andato a farsi fottere.
Il resoconto della vancazuccia arriverà a breve, prima devo:
* ammazzare capo;
*       "              collega fancazzista e latitante;
*       "              sottoposti incapaci;
*  far sparire i cadaveri;
*  prendere il passaporto ed il malloppo;
*  fuggire e tornare in quell'angolo di paradiso che sta a 160 km da qui.
Ora faccio un paio di respiri profondi ed in rapida successione così vado in iperventilazione e chi s'è visto s'è visto.

Postato da: spleen a 12:30 | link | commenti (7) |

venerdì, 27 luglio 2007

Beh, io adesso me ne partirei, statemi bene, fate danni e sciocchezze mi raccomando. Ci si rivede lunedì.
(sei nella mia valigia, sappilo)
Baci sparsi, un po' a casaccio

Postato da: spleen a 14:17 | link | commenti (3) |

Ti ho sognato. Avevi i capelli lunghi e mi parlavi. E da questo si capisce che io ancora aspetto le tue parole. Le aspetto per capire perché mi hai chiesto tempo, perché non mi hai ridato la chiave. Qui niente è cambiato, a volte c'è il sole, a volte piove.  A volte una cieca rabbia, a volte un'angoscia che spengo sempre a fatica. Perché i lupi ululano anche il dolore, a volte. Ma sottile come la vita c'è ancora l'attesa e l'assenza.

xxxx

Postato da: spleen a 11:24 | link | commenti (7) |

giovedì, 26 luglio 2007

Umpf mi trovo costretta a dover rispondere qui, che ho i proxi nemici oggi.
*Cippiù, detta così già mi vedo nella versione spleenzombie :-)
*S.S., come non hai capito le pecore, il lupo, mare etc.etc.? E' semplice presa di coscienza del mio valore, e tutto il resto è fuffa, noia, e tsk tsk. Vado con G., l'altra amichina mia, a compiere danni e misfatti, partiam domani per un tranquillo w.e. di paura (paura altrui, che noi non temiamo alcunché). Per folga, son tutta orecchi, basta che non sia troppo alternativa come alternativa eh che io parto da zero, mica come te

Postato da: spleen a 12:24 | link | commenti (10) |

mercoledì, 25 luglio 2007

Albergo: prenotato
Mappa: stampata
Mildred: rabbocco d'olio eseguito
Costumi: pronti
Cose da leggere: pronte
Cose da ascoltare: pronte
Cose da non portare: cervello
Cose da non fare:
*troppe soste per le bibite alcoliche
*Thelma & Luise
*dar da mangiare agli orsi
*dare passaggi agli autostoppisti brutti, se belli... prego si accomodino
Cose da fare: danni (amichina già dice che vuole pomiciare con un tizio del posto)
Cose da dimenticare: non occorre scriverlo, già si sa

Postato da: spleen a 22:56 | link | commenti (2) |

Perché, parliamoci chiaro una volta per tutte, io sono indiscutibilmente superiore. Questo è il mio difetto: sapere che non potrò mai mescolarmi con le tue pecore: le  divorerei.  Senza colpa alcuna, perché sono lupo travestito d'agnello. Ed il pastore non potrà amarmi. E sono mare dove loro sono semplici gocce. Io sono vastità dove loro hanno recinti. Io sono profondità e vetta. Io sono alba e tramonto. Io sono vita e morte. Io sono il mondo. Io sono tutto. Continuate a brucare, io ho distolto lo sguardo perché per i miei occhi ho altri orizzonti.

Ed ora un paio di pensieri suoi:
Amo quelli che non sanno vivere che per sparire, poiché son coloro appunto che vanno al di là.
Io amo i grandi disprezzatori perché sono i grandi veneratori, e frecce del desiderio verso l'opposta riva.
Amo coloro che non cercano dietro alle stelle una ragione per tramontare ed offrirsi in sacrificio: ma coloro che si sacrificano sulla terra.
Amo colui che vive per conoscere.
[...] Amo colui che ama la sua virtù: poiché la virtù è volontà di tramontare e una freccia del desiderio.
Amo colui che non trattiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere unicamente lo spirito della sua virtù: come spirito, varcherà il ponte.
[...] Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacché egli dona sempre e non si vuol conservare.
[...] Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non sarà che un viscere del suo cuore.

Un fiume fangoso è l'uomo. Bisogna essere un mare per poter accogliere un tal fiume senza divenire impuro.

(Friedrich Wilehlm Nietzsche)

Postato da: spleen a 13:12 | link | commenti (11) |
cose serie

martedì, 24 luglio 2007

 

haunted

Non è l'arma che ferisce e che uccide. E' solo un oggetto, inanimato,  freddo, immobile, innocuo. Un mezzo. E' chi quell'oggetto stringe tra le mani la vera arma.

Postato da: spleen a 16:59 | link | commenti (8) |

lunedì, 23 luglio 2007

Questa notte ho fatto un sogno strano. Ero rinchiusa in una casa, prigioniera di uno sconosciuto. Volevo fuggire da una finestra ma erano talmente piccole che non ci sarei mai potuta passare. E così rimasi prigioniera per un tempo lunghissimo. Poi un giorno mi avvicinai alla porta. Credevo fosse chiusa a chiave, invece ho abbassato la maniglia e la porta si è aperta. E il mio carceriere mi dice le uniche parole che gli ho sentito dire in tutto quel periodo: 'è sempre stata aperta la porta, potevi fuggire fin dal primo giorno. Ma hai sempre cercato la via più difficile e non hai mai visto che la libertà era a portata di mano'. Sono uscita e mi sono ritrovata a nuotare in un lago bruttissimo. C'erano dei pesci enormi che mi volevano mangiare. Allora ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovata su un monte, sull'orlo di un precipizio. Mi sono sporta un po' e ohhh che vertigini. E accanto a me un pianoforte. E delle voci mi dicevano di sedermi e di suonare. Ma lo sgabello era così vicino al bordo del precipizio che non ho trovato il coraggio di sedermi. Ed il pianoforte suonava da solo.

Postato da: spleen a 16:59 | link | commenti (20) |

Pranzo domenicale con i genitori. Il padre ad un certo punto mi si avvicina, mi gratta un braccio e mi fa 'Spleen, ma da quand'è che hai 'sti scarabocchi sul braccio?' Io e la madre ci guardiamo e sospiriamo. Risponde lei per me 'sono cinque anni che li ha'. E lui 'ah'. Cioè, non è la prima volta che mi vede in canotta, eppure ogni volta che mi vede il tatuaggio per lui è come se fosse la prima. E so che il prossimo anno mi rifarà la stessa domanda (per quest'anno si ricorderà che gli scarabocchi ce li ho da un po' e non si porrà più il problema).
Papino papino

Postato da: spleen a 12:09 | link | commenti (2) |