accarezzo il mio spleen e sussurro...
lascialo gridare: è solo vita
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vedi quanto riesco a fingere bene?
(starti lontana a volte è morfina, assopisce i sensi ed impedisce il dolore; a volte è alcool sul fuoco ed è allora che in quel dolore che mi sento dentro vorrei vederti annegare. Per riempire quell'assenza che mi circonda non mi basta giocare con la mia ombra)
ma vedi quanto riesco a fingere bene?
1) Cosa ci faceva in giro alle 3 di notte.
2) Perchè '1spleen1'
3) Cosa intendi per spleen.
4) Una volta identificato il significato di 'spleen' descrivere le azioni volte all'accarezzamento dello stesso.
E siccome i proxi (Marco, quand'è che mi spieghi come cacchio fare ad ammaestrarli??) mi boicottano debbo rispondere qui. Segui il labiale.
1) quando Iena e Lucifero escono di notte per i bisogni notturni il SantoPadre esce con loro, non per chissà qualche astrusità, ma perché di notte girano anche i gattazzi e Iena odia i gattazzi e quindi per evitare lotte furibonde uno dei due Santi Genitori esce con loro.
2) 1spleen1 è dei vari nick che all'epoca usavo per chattare. E dato che splinder non mi lasciava usare 'spleen' ho usato 1spleen1.
3) cosa intendo per spleen l'ho già scritto/detto in risposta alla medesima domanda che mi ha posto Hal. Cerca la risposta e unisci i puntini 
4) l'accarezzamento è metaforico, obviously, che mica è fisico e tangibile lo spleen
. E' un po' come dire di non opporsi all'onda ma di lasciarsi andare, di non combattere quando senti che il mal di vivere inizia a gridare, ma, appunto, accarezzarlo, mettersi buona buona e pensare che quello che si sente è solo vita, che non fa paura e che non fa male.
Ora, con permesso, vado ad un rinfresco: una collega va in pensione (alleluja, che era un po' una scassabeeep la tipa). Vado e magno 
La scorsa notte, saranno state le tre, il SantoPadre, bighellonando in giardino con i cani, cosa non ti ha trovato? Un piccolo di riccio. Non che fosse la prima volta che vedeva un riccio, ce ne sono un parecchi in giardino, ma questo era proprio piccolino, avrà avuto, a sentir lui, una settimana di vita. Cosa può fare allora il SantoPadre? Normale sarebbe stato guardare il riccio(lino) e poi tornarsene in casa con Iena e Lucifero e tornare a dormire. Invece no. Ha preso il riccio(lino), l'ha accarezzato un po', e poi è corso al piano di sopra dove SantaMadre tentava di riposare. Per farle vedere il piccolino. Il tutto parlando sottovoce, per non spaventare la creatura. Gli ha anche fatto un paio di foto. Io penso che il mio SantoPadre a volte è un po' assurdo, ma a volte è anche un dolcetto d'uomo.
Che io ne ho piene le palle d'essere brava e buona e di capire e di portare pazienza. Che io ora al telefono riesco a mandare a fanculo la gente solamente con il tono della voce, non devo nemmeno usare le brutte espressioni che uso di solito. Che io a casa lascio nel lavandino per una settimana le tazze della colazione prima di trovare la voglia di lavarle. Che io dovrei fare un paio di lavatrici, ma non ne ho voglia. Che io dovrei stirare, ma lascio che i vestiti si accumulino. Che io la sera non ho fame. Che io la notte non dormo e quando riesco ad appisolarmi sogno di morire o di uccidere qualcuno. Che io vado a nuotare ma non mi rilasso più come prima. Che io ho uno scazzo che erano anni che non mi capitava così. Che io non mi ricordo più com'è ridere fino a sentire male alla pancia. Che io vorrei appassionarmi a qualcosa ma tutto mi risulta noioso. Che io lo so che ho sprecato tempo e fiato ed ora ho bisogno di tonnellate di vitamine per provare a sentirmi meglio. Che io a volte mi chiedo che senso ha tutto questo e quando non trovo il senso divento ancora più ottusa e mi incaponisco. Che io, sinceramente, non mi diverto più.
Vorrei un panorama nuovo, ma se lo guarderò con questi occhi vecchi so che non me lo gusterò. Dov'è quel cazzo di tasto? dov'è quel 'format spleen'. Cancellare, cancellarmi, e ricominciare.
Uffff
Breve resoconto, a casaccio, dello scorso fine settimana:
- affettata pollice piede dx;
- battuto testa (n. 3 volte) nel rubinetto lavandomi la faccia;
- mangiato sacchetto intero di pop-corn guardando "il tenente colombo" (puntata vista già 6 volte);
- amica regalatomi maglietta;
- giocato a solitario ennenumero di partite con una media di vittoria veramente bassina;
- sabato pomeriggio in piscina: gli altri al sole, io all'ombra di un pino in compagnia di ennenumero formiche (risultato: n. 4 morsi di formica sul corpo). Lieve ansia al pensiero 'cazzocazzocazzosperoluinonvengaquioggi' ma poi scordata di tutto nuotando gaia (cervello in tilt come effetto positivo del nuotare in una vasca da 50 mt);
- domenica pomeriggio in piscina, non quella di sabato, un'altra. Aspetti positivi: niente formiche perché stavo su un lettino sotto l'ombrellone. Aspetti negativi: l'uomo muscolato, che si sente in obbligo di presentarsi e fare il piacione. Rimedi: mettere i tappi per le orecchie e quindi ignorare i piacioni.
Oggi è lunedì. Sarebbe il giorno in cui passo da Te.
Sarebbe.
Sei anni fa stavo per arrivare qui. Ora, sei anni dopo, questi luoghi mi mancano sempre di più...


Un anno fa ancora non lo sapevo. L'avrei saputo domani. Sono tornata, per le lacrime di tua madre e per ricacciare in gola le mie. Vedo spesso tua madre. Parliamo, ogni tanto anche di te. Ora ha il tuo nome tatuato su un polso. Nel mio cassetto dei ricordi ho trovato due foto di te, che sorridi sulla moto. Ogni tanto le guardo e sorrido, ricordando quello che è stato, ricordando che abbiamo condiviso sorrisi e altre cose. E quelle rimarranno, tue e mie. E' già passato un anno e io riesco a sorridere ricordandoti. Darò quelle foto a tua madre, anche se quello che le manca non è in una foto. E non so cosa dirti ora, se non che il suo dolore è pari al suo amore.

Ecco, mi sento un po' così, come quel pezzo bianco. Tramortita, su una scacchiera di cui ancora ignoro tutto
Tu sei il bicchiere che tengo tra le mani. Tu sei la vertigine che mi prende. Tu non mi darai risposte.
Ma ancora un altro bicchiere, per favore. Che la sete non si spegne. Che la vertigine non è mai abbastanza.
Ed ancora un altro bicchiere, per favore.
Ti ho dato ancora una chiave.
A scacchi non so giocare e non so se la mia mossa farà cadere la mia regina.
Ma ora tocca a te muovere.
Se mi dai scacco matto dimmelo, perché non me ne accorgerei.
una sigaretta fa ho visto una stella cadente
un altro desiderio per me
(fammi vedere quello che non ho voluto vedere)
ora vado a vedere