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about love and something else
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cose serie
foto nevose
il mondo da me fotografato
la creazione del blogghetto
libri
musica parole e immagini
poesie loro
pseudopoesie mie
ricordi
risvegli rocamboleschi
visitato *loading* volte
Gironzolando per blog ho trovato una cosa deliziosa. Il mio spirito di gazza ladra non ha resistito e tadahhh ecco qua quello che ho rubato. Per dovere di cronaca riporto l'indirizzo del blog derubato http://herzog.splinder.com
Un abbraccio, un attimo che mi permetta di non pensare a niente. Di questo avrei bisogno oggi. E invece non ho abbracci, non ho nessuno che mi stringa e che mi dica che andrà tutto bene, e che non cadrà il mondo, e che tutto passa.
I'm feel so blue...

Per i tuoi larghi occhi,
peri tuoi larghi occhi chiari
che non piangono mai,
che non piangono mai.
E perché non mi hai dato
che un addio tanto breve
perché dietro a quegli occhi
batte un cuore di neve.
Io ti dico che mai
il ricordo che in me lascerai
sarà stretto al mio cuore
da un motivo d'amore.
Non pensarlo perché
tutto quel che ricordo di te,
di quegli attimi amari,
sono i tuoi occhi chiari.
I tuoi larghi occhi
che restavan lontani
anche quando io sognavo,
anche mentre ti amavo.
E se tu tornerai
t'amerò come sempre ti amai,
come un bel sogno inutile
che si scorda al mattino.
Ma i tuoi larghi occhi,
i tuoi larghi occhi chiari
anche se non verrai
non li scorderò mai.
(oggi De André ci sta come la panna sulle fragole)
Passerà la pioggia prima o poi. Ma mentre piove ci si può riparare, cercare un posto dove fermarsi, e pensare. Tu ancora non vuoi fermarti, tu continui a camminare sotto la pioggia, e aggiungi dolore al dolore, confusione alla confusione. Non si possono vedere le cose in modo nitido se abbiamo gli occhi bagnati. Non possiamo vedere l'orizzonte se la nebbia ci avvolge. Quindi fermati, fermati un momento. Aspetta che passi la pioggia, non andare avanti ancora, rischieresti solo di perderti. Te l'ho già detto una volta, siamo esseri imperfetti, un'accozzaglia di domande, naufraghi in balia delle correnti.
Tutte le risposte sono lì, da qualche parte, dentro di noi. Ma abbiamo gli occhi bagnati dalla pioggia, abbiamo gli occhi che bruciano per il sale, e non riusciamo a vedere. E più ci sforziamo di tenere gli occhi aperti, più ci sforziamo di guardare, meno riusciamo a scorgere. Sei così fragile, stella, che non posso fare a meno di volerti bene. Ti voglio bene perché sei così simile a chi ho amato che talvolta lo rivedo in te. Ti voglio bene perché ti nascondi. Ti voglio bene perché combini un disastro dopo l'altro. Ti voglio bene perché quando ti togli la maschera, quando non hai il guscio che ti protegge, allora, e solo allora, sei veramente tu. Ti voglio bene perché sei più smarrito di me. Ti voglio bene perché sei un despota, cocciuto, duro e inflessibile. Ma lo sei soprattutto con te stesso. Non ammetti e non ti concedi di sbagliare. Ma noi siamo errore, siamo un errore dopo l'altro.
Così indifeso e così colpito, continui a mettere mattone su mattone, provi ad alzare le difese. Ma non stai costruendo il muro nella giusta posizione. Il muro deve circondarti, non deve essere dentro di te. Tu stai costruendo un muro dentro di te, per evitare a te stesso di vederti e di capire.
Tutti commettiamo disastri, nessuno escluso. L'abbiamo fatto ancora, ancora una volta, tu ed io. Rimedieremo in qualche modo al disastro. C'è sempre un modo per salvarsi, lo sai. Forse sarà doloroso, ma sicuramente sarà necessario. Non potremo piangere le lacrime degli innocenti, quello no. Ma piangeremo. Non piangere lontano da me. Almeno per una volta fermati e prova a piangere accanto a me.
...ma un conto è stare a farti un po' di compagnia,
altro aspettare che il treno vada via,
Perché t'aiuto io ad andare non lo sai,
sì, questo a chi si lascia non succede mai,
ma non ti ho mai considerata roba mia,
io ho le mie favole, e tu una storia tua
Ma tu non mi parlavi
e le mie idee come ramarri
ritiravano la testa
dentro il muro, quando è tardi
perché è freddo, perché è scuro...
E ancora solitudini
e buchi per nascondersi...
E non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
si è soli se qualcuno non è mai venuto
però scendendo perdo i pezzi per le scale,
e chi ci passa su, non sa di farmi male.
(oggi avevo voglia d'altro, ma anche Vecchioni dopotutto ci sta bene)
Ho sentito quelle due parole, le sento e le risento, e ancora non ci credo. Ho letto l'irreale, nero su bianco. E' davanti ai miei occhi, lo leggo e lo rileggo, ma non lo sento dentro di me. Ieri notte ho pianto lacrime che credevo di non avere.

Riporto qui il tuo commento: "potrei usare questo spazio per dirti tutte le parole che non ti ho mai detto o per darti tutte le risposte che non ti ho mai dato ...... ma avrebbe senso ?! ... e poi dovevamo solo non farci del male "
Per me avrebbe senso, sì. Perché ho bisogno ancora di capire, perché il senso delle cose per me è ancora importante, perché l'assenza delle tue parole e delle tue risposte è un vuoto che vorrei riuscire a colmare. Avrebbe senso perché le tue parole e le tue risposte le sto aspettando da mesi. E mi si ingarbugliano i pensieri nell'ipotizzare, nel tentare di darmi spiegazioni da sola. Io ho detto parole, ho scritto parole. Ora vorrei le tue. Qui o dove tu vorrai.
schifosa sensazione di morte imminente
è caduta la linea
abbiamo finito entrambi le monete
siamo già lontani
