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Mi è tornata in mente una cosa: anni fa mi tagliai i capelli in modo sconcio, ossia un po' lunghi, un po' corti, una cosa che si doveva spettinare, riempire di gel e pastrocchiare con le mani (io lo definivo 'taglio da manicomio e da post-lobotomia'). Quando la mia amica vide il risultato se ne uscì con questa perla: 'sembra che un branco di capre abbia pascolato tra i tuoi capelli'. Io ho amiche che prendono a picconate la mia autostima.
Fumavo sul balcone, ieri sera, quando, con mio sommo raccapriccio, ho intravisto la figura lasciva di un orrendo ragno (enormissssssimo) che correva lungo il muro. Dopo un'esclamazione degna di una signorina quale io sono (mappporcatroiachecazzodibestiaèquesta??) coraggiosamente mi sono tolta una ciabatta e l'ho spiaccicato. Ma proprio spiaccicato eh. E' rimasto sul muro, morto, così. Ora, il coraggio mi è passato, mi è venuto lo schifo. Cioè, io non ho proprio la forza di staccare quel cadavere dal muro e di buttarlo nel giardino dei vicini, così che altri schifosi animali si possano cibare del morto. La domanda è questa: telefonare a qualche amico chiedendogli 'vuoi venire da me a vedere una cosina pelosa...', lasciando intendere chissà cosa, e, in maniera truffaldina, affidare il lavoro da becchino all'amico? Nel frattempo vado in bagno a controllarmi il livido sulla coscia destra, procuratomi sempre ieri, in tarda mattinata, quando incautamente ho rovesciato il barattolo del caffè. Per evitare che mi cadesse sui piedi ho fatto un saltino all'indietro (oplà) e mi sono schiantata contro il tavolo della cucina. Devo ricordarmi di tenere gli occhi aperti quando mi cimento nella versione 'spleensifailcaffèdopounanottefurbetta'. Amen.
Sono andata a fumare una sigaretta con una collega, giusto per sentire l'ebbrezza della testa che gira e dei polmoni che si riempiono di schifezze. La collega mi guarda e mi dice: 'spleen, secondo me tu sei morta e non te ne rendi conto'.
E questo solo perché ho un faccino provato da una notte brava e le mani che sembrano due cubetti di ghiaccio.
Ahhhh che soddisfazione che ti danno le colleghe a volte.
Probabilmente oggi mi addormenterò in ufficio. Eppure me l'ero ripromesso: è dannatamente verboten fare troppo tardi durante la settimana!! Non posso dormire due ore e poi pretendere di andare al lavoro ed essere vispa come un grillo. Ora del grillo vorrei avere le dimensioni, per nascondermi in qualche pertugio e pisolare. E poi stasera aperitivo di compleanno...già immagino come andrà a finire...sob
Siamo ancora qui, su questo filo inconsistente, questa tela di ragno, in equilibrio precario. A piccoli passi ci stiamo avvicinando. Guardami negli occhi, farò altrettanto, e non avremo paura di cadere. Tienimi accanto come l'altra notte e sfiorami piano, ti accarezzerò ed avrai la pace che stai cercando.
Siamo due vuoti che a piccole gocce si stanno riempiendo.
Sfiorarti, di nascosto (e chiedermi cosa sto facendo, a volere le tue mani, i tuoi occhi, la tua bocca). Seduti, l'uno accanto all'altra, fingendo attenzione per il mondo e per un dialogo con chi ci stava di fronte, quando invece il mio centro era sfiorarti la caviglia con le dita, e sentire la tua mano sulla mia schiena. Sentire il tuo respiro crescere. E non poterlo lasciar esplodere. Non volerlo lasciar esplodere.
Ma baciarci sulla bocca per la buonanotte e sapere che siamo stati lì, a sfiorarci corpo e mente. Sapere che siamo stati ad un passo. Il piacere desiderato e volutamente negato.
Era rimasto ancora qualcosa, in fondo, nascosto. Mi sono sbirciata l'anima e il cuore, l'assenzio era finito e toglierti mi ha fatto male. Lampi brillanti questo dolore. Non il dolore da te causato, ma il dolore del toglierti. Ho comperato altro assenzio.