accarezzo il mio spleen e sussurro...

lascialo gridare: è solo vita

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venerdì, 28 luglio 2006

Orbene, che si sappia, stamattina la sveglia ha squillato per ben 41 minuti consecutivi prima che io ritrovassi un briciolo di lucidità, allungassi una mano e, recuperata la manualità perduta, pigiassi il tastino magico per far terminare quello strazio di sveglia. Credo che 41 minuti di trilli siano il mio record personale. Dal profondo sonno in cui ero da poco precipitata mi sembrava di sentire, flebilmente, in lontananza, un trillo, ma non ci badavo più di tanto. Però 41 minuti son tanti eh... Devo ricordarmi di evitare qualsivoglia tipo di alcolico quando son dopata come una cavalla pazza, gli effetti del mix sono veramente ed assolutamente deleteri. Giurin giurello che non lo faccio più, parola di giovane marmotta. Ah, ho anche maturato la convinzione che forse è deleterio dormire due ore a notte...
E qualcuno stamattina, mentre stavo strisciando lungo il corridoio cercando di ricordarmi dove cacchio stava il mio ufficio, mi ha salutata in siffatto modo: 'oh ciao spleen, ma come ti vedo bene, proprio in forma stamattina'. Ho fatto il sorriso di circostanza ed ho grugnito tra me e me un 'mavaffanculova'.
Arriverò a stasera senza fare danni? o, colta da piccola morte, scivolerò sotto la scrivania e lì rimarrò finché la signora delle pulizie non mi sveglierà colpendomi con il mocho? Si accettano scommesse, e nel mentre vado a fare la zombie al bar.
Forse cerco anche un esorcista, perché mi sembra d'essere posseduta...
Amen

Postato da: spleen a 09:42 | link | commenti (1) |

mercoledì, 19 luglio 2006

Se stai scivolando 
allora scivola per bene 
con impegno cadi giù 
e non ti aggrappare a niente 
tocca terra 
se qualcuno ti ha ferito tu parla con lui 
sbattigli il cuore in faccia 
non evitarlo perché hai bisogno di un'altra ferita 
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello 
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio 
 
se ami una donna 
cercane un'altra da non amare 
ti sentirai meno fragile 
e più capace di amarle allo stesso identico modo 
se ti sfugge il motivo 
e la ragione delle cose 
molto probabilmente 
c'è un motivo e c'è una ragione ma non fanno per te 
 
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello 
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio 
 
se ascolti una canzone 
sai bene quando è vera 
e quando certe volte 
è solo un pretesto per fare vibrare l'aria 
 
ma soprattutto se piove non aprire l'ombrello 
aspetta il tuo giorno di sole non puoi fare di meglio.  
 
(Grazie a Max Gazzè - "Se piove")

Postato da: spleen a 15:23 | link | commenti (3) |
musica parole e immagini

La notte scorsa ho visto un pitone mangiare due conigli (e non ero drogata, come un simpatico amico ha insinuato)

Postato da: spleen a 10:25 | link | commenti |

martedì, 18 luglio 2006

è sempre una questione di scelta.
Un sì o un no.
Ieri ho scelto...

Postato da: spleen a 14:38 | link | commenti |
about love and something else

lunedì, 17 luglio 2006

girovagando per vari blog mi capita di leggere cose che attirano la mia attenzione, e stamattina su questo blog http://sviluppina.co.uk/ ho trovato questo, che riporto dopo aver ottenuto il consenso :)
"Dice che uno, prima o poi, se ne deve anche fare una ragione. Cioè, in pratica, che uno non solo deve prendere mazzate dalla vita, dalla figa e dalla (eventuale) divinità, ma deve anche sorridere dopo che è successo. Non sono mica d’accordo: perché mai farsi una ragione del nonsenso dell’esistenza? Forse che il destino ha mai fatto uno sforzo per capirti? Non mi risulta. Propendo dunque per il non farsi una ragione di un cazzo di niente, e bestemmiare invece contro la vita, la figa e la (scarsamente probabile) divinità, finché le tonsille non caschino, il sole si oscuri, o - even better - la ABC cominci a mandare in onda la terza stagione di Lost. "
Mi ha fatto tanto sorridere, sia per le verità nascoste, sia perché non vedo l'ora che ricominci Lost.

Postato da: spleen a 15:23 | link | commenti (1) |

Non pensavo l'avrei detto ed invece lo dico: è stato un fine settimana degno d'essere vissuto. Venerdì sera uscita con amici, cena e poi tutti a sentire della musica. Chiacchiere, bibite e cose così. La cosa più spassosa è stato il temporale che ci ha colto nel bel mezzo del cammin. Una cosa di proporzioni bibliche. In un nanosecondo ci siamo ritrovati fradici, inzuppati, completamente lavati. Risate, gridolini, qualche bestemmia dei machissimi a cui la pioggia aveva rovinato il lavoro certosino che avevano fatto alle loro pettinature, corsa alle macchine con l'unico risultato di arrivarci ancor più bagnati e ricoperti di fango. Sembravamo un gruppetto di marines in allenamento. Ho però scoperto che è assai disgustoso guidare con i vestiti bagnati... Per non parlare poi del fatto che arrivata a casa ho trovato la camera letteralmente allagata, perché io, da furbona, avevo lasciato spalancato le finestre, "che tanto non viene il temporale, che almeno così gira l'aria e quando torno a casa trovo bello fresco". Perché ho queste idee da tonta non me lo spiego... Ma tant'è... mi sono armata di asciugamani ed ho asciugato per benino, prodigandomi in uscite verbali degne di uno scaricatore di porto e di un camionista bulgaro. Poi ho perso conoscenza a letto (umidiccio da un lato perché la pioggia offese pure il mio sacro talamo). Sabato mattina dedicato a tentare di dare un'aria civile a casetta...dopo una ventina di minuti ho rinunciato e ho guardato i cartoni animati. Nel pomeriggio piscina. Gradevole pomeriggio pure questo: dopo 50 vasche ho fatto una sosta, ho addocchiato una sdraio e ho schiacciato un microsonnellino, certo avrei pisolato di più se non ci fossero stati due simpaticissssssimi dj che sparavano musica per allietare i giovini. Ho fatto poi altre 30 vasche, ho perso la cuffia, ho recuperato la cuffia (ovviamente stava sul fondo, nell'angolino più nascosto, a 220 di profondità... bah), doccia e via di corsa verso casa. Giocato con la creatura e poi branda. Alle 21.30 telefonata dell'amica mia 'ci si trova a casa di X, in via Y, ti aspettiamo, muoviti'. Mi sono lavata il muso, ho messo su le prime cose che ho trovato e via... Bella casa, molto particolare, musica adatta all'occasione e gente molto molto simpatica. Ho ghignato come so fare solo io quando un paio di persone si sono messe a recitare pezzi di Brian di Nazareth prima e Frankenstein jr poi. Sarà stata anche quella nebbiolina che stazionava nelle stanze, sarà stato il vinello fresco che toglieva la sete agli assetati, saranno state le pietanze... ma ad un certo punto stavo quasi in pace con il mondo. Fine serata gironzolando per le vie deserte della città accompagnando a casa i fanciulli.  Rientro a casa senza incontrare nemmeno mezza pattuglia (un qualche dio che mi protegge allora c'è, alleluja). Domenica mattina toccata e fuga a casa di amici, cicì e ciociò, bla bla bla e poi partenza per il fiume. Alè! Non mi ero accorta di quanto mi mancasse il rafting, davvero. Appena messa la muta stavo già sorridendo, messo il culo sul gommone mi si è stampato un sorriso da spleengoduta e tutta la discesa l'ho fatta così, ridendo e gioiendo di quelle emozioni che mi mancavano da troppo tempo. Onde superbe, acqua bella fresca, rapide e 'cadute' degne di una classe 4. Bello bello bello. Un po' meno bello il livido che oggi mi ritrovo su una gamba, gentilmente offerto da un ramo d'albero... ma fa niente, i lividi passano. Certo se quelle 3 fanciulle che stavano sul gommone con me si fossero impegnate un po' di più nel pagaiare nel modo corretto ora non avrei questa roba violablu ... ma fa niente, è stato bello lo stesso. I ragazzi del centro rafting mi hanno invitata ad andare in Slovenia, su un fiume che non ho ancora fatto. Ora vedo come organizzarmi e poi... Slovenia arrivo!!!
Ecco, questo il mio fine settimana.
Certo, il suo pensiero ancora c'è, mica è scomparso, anzi. Non credo scomparirà tanto facilmente, ma riempiendomi di altre cose riesco a tenere alte le difese, ad impedirmi di averlo come pensiero costante. Se lui fosse ancora qui e avessimo fatto tutte queste cose assieme sarebbe stato un just a perfect w.e.. Ma lui non c'è. E non vorrei che mi dimenticasse troppo in fretta, non vorrei mi cancellasse dal suo cuore o dalla sua mente.
Tienimi ancora con te, come io tengo ancora te...

Postato da: spleen a 09:40 | link | commenti (1) |

giovedì, 13 luglio 2006

Pensavo, prima, in branda. Pensavo non so cosa, di sicuro qualcosa. Poi mi sono appisolata, dieci minuti di sonno e una valangata di sogni. Odio pisolare e odio le valanghe di sogni. I pisoli li odio perché poi mi sveglio sballata, scazzata e lievemente di pessimo umore. Le valanghe di sogni li odio per i motivi che so io. Che spossatezza... Quest'estate sembra non voglia più passare, e dire che io ne sarei già stufa. Un caldo stupido, che più stupido non si può. Quando torna l'inverno? Quando tornano quelle belle giornate cupe e buie? Quando torna il gelo che ti fa battere i denti? Sarà che son nata in inverno, sarà che quando son nata stava nevicando, ma io l'inverno lo amo proprio. L'estate è l'inutilità. L'inverno è la rassicurazione. L'estate è tutta fru fru, è gonnelline, è serate all'aperto, è giroingiro, è rumore, confusione. L'inverno è il camminare con passo sicuro, è vivere con gli occhi spalancati e sentirli pizzicare per il freddo, è saltellare nelle pozzanghere e bagnarsi i piedi, è quel maglioncino nero che su qualsiasi cosa lo metti ti sta bene. Sarà che son di pessimo umore in questi giorni, sia quel che sia, ma io voglio che passi il tempo alla velocità della luce. Voglio trovarmi catapultata a dicembre, evitando il 22, 23 e anche un briciolo di 24. Quei due giorni e mezzo non li voglio nemmeno vivere. Ma voglio che in un lampo fugga il tempo. Via, sciò sciò. Cerco una scappatoia a quello che mi sta attorno e a quello che non mi sta attorno. Una via di fuga. Dove cazzo è andata a finire la via di fuga? Dove sta la freccia che indica l'uscita di emergenza? Ho la valigia pronta.

Postato da: spleen a 20:45 | link | commenti |
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lunedì, 10 luglio 2006

...è che a volte vorrei essere soave Salomè


Postato da: spleen a 13:37 | link | commenti (5) |
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venerdì, 07 luglio 2006

Padre perdonami perché ho peccato... ho confuso il dolore con l'amore, ho spalancato gambe e cuore, ho amato il carnefice della distruzione.
Padre perdonami perché ho peccato... ancora lo cerco, ancora lo voglio, ancora lo aspetto. E aspettandolo prego 'padre perdonami perché ho peccato'.
Padre perdonami perché ho peccato... perchè di questo dolore ho fatto un altare, con le lacrime ho riempito il calice, del mio cuore ho fatto cibo per lui.
Padre perdonami perché ho peccato... l'altare sconsacrato, il calice rovesciato, il cuore rifiutato.
Padre perdonami perché ho peccato... tra lacrime e vomito, padre, solo il suo nome in gola.
Padre perdonami perché ho peccato... ho alterato i colori e la realtà, ma, padre, era sempre lui che mancava.
Padre perdonami perché ho peccato... mi brucia la pelle, brucia la mente, brucia quel che di me rimane.
Padre perdonami perché ho peccato... ho bevuto la tua acqua benedetta per annegarmi l'anima.
Padre perdonami perché ho peccato...
'Non c'è redenzione senza pentimento'
Padre perdonami perché io non mi pento

Postato da: spleen a 11:52 | link | commenti (1) |

giovedì, 06 luglio 2006

Postato da: spleen a 11:06 | link | commenti |