accarezzo il mio spleen e sussurro...

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venerdì, 16 giugno 2006

e da questo momento dichiaro chiuso per ferie, amen

Postato da: spleen a 15:31 | link | commenti (1) |

Catturata e scuoiata, avrei dovuto venderla cara, invece l'ho regalata.

Postato da: spleen a 11:33 | link | commenti |
about love and something else

martedì, 13 giugno 2006

Mi piacciono i tuoi occhi, nascondono e sanno mentire, ma sanno anche piangere. La tua bocca mi piace perché sa ferire, ma quando mi baci dimentico il male che mi ha procurato. Le tue mani mi piacciono, le usi per legarmi, per lasciarmi il tuo ricordo sulla pelle, ma sanno anche sfiorarmi con amore. Ma se non fossi tu non potrei amare quegli occhi, quella bocca, quelle mani.
Ho ancora tempo per te, gioia. Devo averne. Dovrò aspettarti, e lo farò. Passeranno tempo, emozioni, lacrime e vita. Ed ancora ti aspetterò. Ti ho visto, sembravi così vicino, ed invece non sei mai stato così lontano. Cosa ti trattiene dall'arrivare, dal tornare? Penelope ti aspettava, il tempo scorreva, la sua tela poteva essere infinita. Così ti aspetto io. Vivendo i giorni come se non fossero. Vivendo e ripetendo le stesse cose, all'infinito. Un giorno eterno. Sempre uguale, sempre con il tuo pensiero dentro di me. Avere fame di te e non potermi mai saziare, avere sete di te e non potermi mai dissetare. Appesa così, a questa vita che mi ha promesso che un giorno t'avrei visto tornare. Ogni giorno è ieri, ogni giorno è oggi, ogni giorno non sarà mai domani.
Domani sarà quando tornerai.

Postato da: spleen a 16:03 | link | commenti (4) |
about love and something else

lunedì, 12 giugno 2006

piccoli sorsi,  e la sete aumenta
voglia di brividi e di notti bianche
ore brevi come istanti
non si spegne l'incendio con una lacrima
ho voglia di onde
ma sono abbarbicata sul divano
guarderò la partita
spegnerò le mie luci


Postato da: spleen a 17:31 | link | commenti |

lunedì, 05 giugno 2006

Passeggiavo annoiata sul corridoio dell'ufficio oggi, mentre la fotocopiatrice faceva il suo dovere, e non sapendo che fare respiravo, cosa che modestamente mi riesce bene. Beh me ne sono uscita con un: 'cakkio ke puzza di topo morto'. Una collega, sentendomi, rispose: 'non dire così, che già oggi mi sento uno skifo'. E io: 'sei un topo morto per caso tu???'
Non per dire, però d'estate, o in ogni caso quando la temperatura esterna supera un tot di gradi, un qualche tipo di deodorante questi scriteriati e scriteriate di colleghi e colleghe non lo possono usare??
Abbiate pietà per chi ha ancora l'olfatto vispo e attivo, ve ne prego.

Postato da: spleen a 17:29 | link | commenti |