accarezzo il mio spleen e sussurro...

lascialo gridare: è solo vita

Eccomi

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martedì, 31 gennaio 2006

Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perché si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.
Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro
 
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perché tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai...
 
(Nuotando nell'aria - Marlene Kuntz)

Postato da: spleen a 14:58 | link | commenti (12) |
musica parole e immagini

venerdì, 27 gennaio 2006

Dico, forse Iddio dopotutto ama gli uomini e questa quasi pallina che gira e gira e gira sospesa. Perché se non fosse così oggi vedreste una spleen versione shining aggirarsi con ascia e mazza da baseball per le strade, a cercare di sfogare la sua ira. E invece nevica, spleen è moderatamente furiosa, ma anziché cercare teste da mozzare e ginocchia da spaccare se ne rimane in ufficio e aspetta fiduciosa di tornare a casa per andare a giocare sulla neve. Però non assicuro nulla eh. Evita di incontrarmi oggi, essere umano qualsiasi, lo dico per il tuo bene. Stammi lontano.

Postato da: spleen a 10:50 | link | commenti (8) |
about love and something else

giovedì, 26 gennaio 2006

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini ad un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo
né riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E' merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
-"Non devo loro nulla" -
direbbe l'amore su questa questione aperta.

(Wislawa Szymborska)

Postato da: spleen a 15:33 | link | commenti |
poesie loro

mercoledì, 25 gennaio 2006

In preda a delirio di onniscenzapotenzacoscienzaetc.etc. butto qui una frase che mi gironzola per la testa da un paio d'ore

si sopravvive a tutto, tranne alla vita

ecco, non mi ricordo chi l'ha detta, ma a quel cervellino fino mi sento di dire ohh yeahhh

Postato da: spleen a 18:20 | link | commenti (1) |

Un'altra notte così mi farà commettere qualcosa di intelligente e di molto zen, tipo andare a sparare in bocca a qualcuno. Dicono che il dolore renda belle. Vincerò il titolo di miss universo (conosciuto e sconosciuto). Arcisicuro. Beh, torno ai miei impegni. Buone cose passanti.

Postato da: spleen a 14:49 | link | commenti (4) |
buoni propositi

martedì, 24 gennaio 2006

Ti lascio il vantaggio del sole alle spalle.
Vieni,
fammi canestro.

Postato da: spleen a 11:07 | link | commenti (8) |
about love and something else

I'm a good good girl

Ecco, se c'è qualcuno debole di cuore non legga oltre, se c'è qualcuno che rabbrividisce nel leggere le parolacce stesso consiglio, non legga oltre, perché oggi mi va di dirne una sfilza di parolacce. Cari fottuti anarchici no global disobbedienti di sto cazzo, ma non avete niente di meglio da fare oltre a scassare le palle e a dare fastidio con la vostra insulsa presenza e le vostre 'azioni dimostrative' (del cazzo)? Arrogarsi il diritto di compiere simili azioni veramente becere, profondamente e totalmente da idioti dimostra chiaramente quanto poco a voi importi dei diritti e della libertà altrui. La vostra fottuta e ridicola idea di libertà/anarchia fa vomitare, simili azioni non fanno altro che confermare quanto già pensavo di voi. Va', non spreco nemmeno più fiato per insultarvi, ché tanto non vale la pena perdere tempo per quattro coglioni quali siete (e dimostrate d'essere). Giuro, ieri quando ho saputo quello che avevate combinato mi è venuta voglia di prendere la mazza da baseball, uscire e venirvi a cercare... Ahhhh Benny Benny, tornassi tu a dare una lezione a questi quattro anarchici rognosi, schifosi e finanche puzzolenti!
Vergognatevi!
(Si è capito che non li stimo?)

Postato da: spleen a 10:49 | link | commenti (4) |
buoni propositi

lunedì, 16 gennaio 2006

Ebbene sì, per la seconda volta in vita mia ho messo piede in territorio nemico! Questi i fatti: venerdì scorso, un paio di minuti prima di abbandonare il sacro luogo di lavoro, incontro un tizio; tale tizio mi chiede i miei programmi per la serata, io cincischio, faccio la vaga, butto lì un 'boh forse sto a casa forse esco...', tale tizio mi dice 'ah peccato avevo dei biglietti per il concerto dei Negrita'. Mi si sono drizzate le antennine, ho sfoderato il migliore dei sorrisi, ho sbattuto le ciglia, mi sono messa in ginocchio e lagnandomi come una bimba ho detto 'ohhh signore signore la prego, sia gentile, mi dia i biglietti, orsù'. Il tizio ha ghignato e poi mi ha dato nr. 2 biglietti! jeppaaaaa. Ringrazio, bacio le mani e lo riempio di 'quanto è buono lei, quanto è gentile e simpatico, quanto la bacerei se non fosse così anziano'. Insomma sono venuta in possesso dei biglietti. Sbircio un po' il luogo e l'ora e che vedo???? Luogo: Andalo. Orario: inizio concerto ore 21.30. Mi scappa l'occhio poi su una specie di bestialità: in caratteri smilzi ma non troppo, appariscenti quanto basta, leggo: festa dell'unità! Ohhh cazzocazzocazzo. Figurarsi se i comunistacci non chiamavano i Negrita a suonare! merd! Ora, già 'festa dell'unità' mi fa venire la pelle d'oca, una leggera orticaria ed una specie di sfogo pruriginoso (ossia che mi dà prurito), ma io, cakkio, ci sono già stata una volta alla festa dell'unità (correva l'anno 1990, e l'allora mio sfortunato fidanzatino [sfortunato di suo, non perché stava con me] comunista che più comunista non si può per farmi una sorpresa organizzò questa gita fuori porta in quel di Bologna, e ...toh, casualmente, chissà come, ma chi lo sapeva?, non ti fanno proprio la festicciola dei rossi in quel fine settimana?)… beh, ecco, per questo credevo di avere già dato abbastanza tempo e vita, credevo di avere esaurito la mia quota di 'azioni di penitenza'. Credevo, nella mia innocenza, che una partecipazione alla festicciola dei rossi avrebbe mondato e lavato tutti i miei peccati passati presenti e futuri. Invece mi sbagliavo. Ma cavolo! Benedetti Negrita! proprio alla festicciola rossa dovevate suonare? Lo so che siete rossi d'animo e anima, ma abbiate pietà per chi, come me, l'animo e l'anima li ha neri! Insomma, per farla breve, penso che dopotutto ci andrò, farò un fioretto e mi terrò l'abbuono dei peccati per la prossima mia generazione (se genererò qualcosa, o qualcuno). Tralascio la telecronaca del viaggio, anche perché è andato tutto liscio. Liscio come le ruote della mia macchina, liscio come il ghiaccio sulla strada, liscio come il uisketto che mi sono fatta appena arrivata 'in quota'. Cerchiamo il palacongressi. A dirlo sembra una boiata, ma provateci voi, furboni. Di solito i rossi mettono frecce indicative, bandierine, lanciano nel cielo il raggio luminoso con relativa falce e martello, per far capire dove sono e come arrivarci. (Evitano la stella cometa per ovvi motivi). Insomma, gironzoliamo un po' per il paese, beviamo ancora, mangiamo qualcosa e finalmente troviamo il Luogo. Finalmente perché mancava poco che mi ibernassi. Un freddo laido, giuro. Ma grazie ai uisketti stoicamente affrontai il gelo, sopra sotto e tutto attorno (sopra: atmosfera, sotto: neve gelata, ghiaccio sbifido e fetente, tutto attorno: iglooo ed esquimesi). Insomma, entriamo nel covo del nemico! Mimetizzata per bene vengo scambiata per una compagna, mi si saluta alla cosacca praticamente. Evito il saluto alla Di Canio per non trovarmi bersagliata da mille e più lance di ghiaccio. Però devo ammettere che dentro il clima era migliore, vivibile (all'inizio....). Per mimetizzarmi ancora meglio mi avvicino al banchetto di Emergency, cincischio, devo comperare qualcosa per essere l'ottima intrusa mimetizzata a dovere... magliettine, felpe, portachiavi, aggeggi antistress, agendine, etc.etc.. Propendo per la magliettina (nera! yahuuuu! incredibilmente nera, bella bella, con la scritta in rilievo, carinisssssima). Educatamente mi rivolgo alla ragazza appellandola con un 'scusi signora...' e lei 'tutto ma signora no eh!', ok risolini e cicì e ciociò, prendo la magliettina (13 neuri, ma sono buona io, mica sono una rossetta taccagna), grazie, hasta la victoria siempre, dasvidania, e cus cus. Dopo tutto questo ho bisogno di una sigaretta, ma i buttadentro e buttafuori mi dicono che se mi buttanofuori poi non mi posso ributtaredentro (rigidoni che non siete altro, peggio dei fascisti! che avete contro chi vuole rientrare? razzistoni!) Allora faccio buon viso a cattivo gioco, dico 'ok ok'. Angelicamente chiedo ad uno dei supporter se mi può indicare i servizi. Li raggiungo, ed effettivamente di servizi hanno solo il nome, diciamo che sono cessi, ecco. Comunque entro, chiudo e mi accendo la sigaretta, trasformando il cesso in camera a gas. Ma la colpa è loro...dovevano lasciarmi uscire, ecco. Fumo fumo, cioè aspiro, tipo cappa aspirante delle cucine alberghiere per intenderci, ultrarapida. Poi esco, spalancando la porta e lasciando uscire tanto di quel fumo che credo ci sia mancato poco al sentirmi chiedere se mi ero fatta un giretto nel bagno con una locomotiva a vapore. Beh questi gli antefatti, in giro ho visto anche tanti fatti, ma non è questo l'importante ora, ora parliamo del concerto. Inizio (teorico) ore 21.30, inizio effettivo ore 22.15. Il caldo da piacevole si era via via trasformato in 'non lo tollero quasi più', 'mi sento come un tortino nel forno', 'sono disidratata come la frutta che piace a mio papà e che a me fa schifo', 'ho zero liquidi, riempitemi di qualsiasi cosa possa sopperire alla mancanza dei suddetti', 'Otzi l'hanno trovato mummificato nel ghiaccio dopo 3milaequalcosa anni, qui mi troveranno fra un totindefinitodianni secca secca, cotta da questo caldo infernale e con una ancora gustosa crosticina tipo pollo arrosto'. L'anima buona che mi accompagnava è andato a fare rifornimento di acqua. Dio salvi le anime buone! (comunque il caldo era veramente tanto tanto, ad una certa ora, complici le luci strobo, la calca disumana, il puzzo altrui che mi arrivava ad ondate, a ritmo, seguendo il movimento della folla, così ho deciso di spogliarmi: via maglioncino e via magliettina, rimaniamo in reggiseno e chi se ne impippa, tanto siamo tra compagni [ahahahah]. Non ci vedevo niente di male nel rimanere in jeans e reggiseno, mica è da sgomento come cosa [da taluni miei vicini di baraonda è stata apprezzata e molto]. Insomma spleen mezza desnuda, uno spettacolo nello spettacolo. In tutto questo il concerto era cominciato da pochissimo, e l’astuto spilungone cantante cosa trova di simpatico da fare? Presto detto: agita per bene una bottiglia di birra e poi ci annaffia! io pensavo fosse un qualche rito propiziatorio dei comunisti, ma non credo che c’entri molto la politica in questo. Ma a me la birra fa schifo, porca miseria! E dato che stavo in pole position, proprio sotto al palco, in seconda fila (la griglia di partenza è affascinante), la pioggia dorata (da non confondere con il pissing eh! qui sto parlando di birra chiara in bottiglia) mi colpisce in pieno [n.d.s. per CosettaAmichinaDelMioCorazon: sono riuscita a litigare anche questa volta! c’era una buzzurrina davanti a me, che non sapendo ancora leggere e tantomeno scrivere, nel pieno della ressa, tipo acciughine in scatola, tanto per capirci, non trova di meglio da fare che poggiare il crapino suo pesante sulle transenne e sporgere il di lei culo verso la ressa. Ora, mi va bene tutto, per carità, non è che noi fascistelle siamo pedanti e noiose e per nulla tolleranti, ma un limite alla decenza c’è. Che cakkio sporgi il tuo deretano se dietro c’è la calca inverosimile e non c’è spazio nemmeno per morire cadendo a terra?! Alle mie gentili rimostranze la smorfiosa analfabeta non ha trovato di meglio da fare che sporgere ancor di più le sue chiappe. Al che le ho usate come poggia borsa, mi sembravano fatte apposta. Sguardi truci della smorfiosa, sguardo serafico ed angelico di spleen. Le ho poi consigliato di evitare la posizione della pecora nella calca, perché prima ti si può poggiare una borsa ma poi non sai mica cosa ti può capitare… eh no, non si sa proprio. E poi le ho consigliato di depilarsi. Ma dico io, smorfiosetta in canotta, pantaloni a vita bassa, scarpette fintopovereinrealtàcostose, ma non hai un po’ di dignità? Aveva le spalle e la schiena pelose!! giuro! E non pelose poco o pelose di pelo chiaro, nossignore! Pelose tanto e pelose di nero. Orrore! Forse i figli della steppa son così per affrontare i rigori dell’inverno? Boh, cmq le ho consigliato la depilazione e poi le ho detto ‘ora taci smorfiosa che devo sentire il concerto, evapora, non darmi noia o ti sputo’. Ha funzionato, si è messa in posizione eretta, ha tolto il culo di mezzo e non ci siamo più degnate di uno sguardo. Cioè.. ehm.. ad un certo punto, mica l’ho fatto apposta, giuro, mi è capitato di assestarle una gomitata nei reni, ma sono innocente vostro onore, è stata colpa della folla che da dietro spingeva e si dimenava, ed io son fuscello non mi oppongo alla folla e non è stata colpa mia se il mio gomito si è piantato sulla di lei schiena. Il giudice mi sorride bonario e dichiara il non luogo a procedere trovandomi in posizione di assoluta, chiara, limpida innocenza. Fine della n.d.s. per CosetttaAmichinaDelMIoCorazon] Tornando alla birra lanciataci dal cantante, non ho trovato di meglio da fare che guardarlo bene negli occhi (vista la vicinanza era possibile, gli ho potuto contare tutte le ciglia e le sopracciglia, i capelli no ché di capelli non ne ha), alzare il braccio (destro), manina chiusa a pugno e dito medio rivolto al cielo, amen! Insomma il concerto è stato proprio bello, cantante figo, musicisti fighi (a parte una specie di nano malefico che suonava il basso e che c’entrava con il resto del gruppo come spleen c’entrava alla festa dell’unità). Ho cantato, ballato, tutto con moderazione, ché io mica sono una sciacquetta che va in delirio per delle belle canzoni cantate divinamente da un tipo sessualissimo e suonate alla ‘da dio’ da dei musicisti da risveglio degli ormoni (tranne il nano malefico eh). Poi sono andata a casa a dormire il sonno dei giusti. Tutto questo bla bla bla per dire che nonostante fossi in un covo di rossi mi sono divertita, e per non saper che fare ora metto qui pure un paio di foto. Ecco.


 

 

 

 

Postato da: spleen a 15:11 | link | commenti (12) |

domenica, 15 gennaio 2006

Ero qui, un po' annoiata e un po' no.
Poi ho deciso che valeva la pena annoiarmi per bene.

 

Postato da: spleen a 21:39 | link | commenti (22) |

venerdì, 13 gennaio 2006

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Postato da: spleen a 12:05 | link | commenti (1) |