accarezzo il mio spleen e sussurro...
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Evito le solite banalità, tralascio i bilanci e i buoni propositi, niente lustrini, trombette e tappi saltati, me ne sto buona e quieta, aspettando che finisca e che ricominci. Che poi a ben vedere, è un giorno speciale questo? Non ho calendari in casa, non porto orologio, non leggo il giornale, apro la finestra e vedo che è un giorno come tanti altri. C'è ancora aria di neve, proprio come ieri, fa meno freddo oggi. Non ho voglia di ressa, nemmeno di rissa. E' un giorno come tanti altri, niente di speciale, niente da festeggiare. Non per me. Mai stata festaiola comunque. E che cavolo di messaggi mi mandi tu? Che cavolo di invito sarebbe? 'vieni da me sono solo anch'io, beviamo e poi ti fermi a dormire da me'. Per chi mi hai scambiata? l'infermiera non è mai stata la mia vocazione, dovresti saperlo. Tienti la tua solitudine, io mi tengo la mia. Mai mescolarne due, mai. Ne uscirebbe un guaio e non ho voglia di ulteriori guai. Leccati le ferite da solo, farò altrettanto. Un altro messaggio mi ricordava l'invito a cena della mia amica. Saremmo stati in tanti, forse troppi. Non ho voglia di calore oggi. Le ho telefonato e le ho detto che non sarei stata del gruppo. Lei sa, capisce. Mi ha detto di prendermi cura di me e di evitare i pensieri. Domani lei parte, va in valle d'Aosta a sciare. Io me ne resto qui e lunedì torno al lavoro. E lo so che forse domattina il mio umore sarà ancora peggiore (se possibile) di com'è ora. Se non tengo conto dei capodanni trascorsi in montagna, con mamma, papi, sorella, i tre cani, zio, zia, cugino e cugina, ecco se non tengo conto di quelli che erano veri capodanni di gioia e una quasi assoluta felicità, quei capodanni trascorsi giocando poi a calcetto nel microscopico bar del microscopico paese, con gli 'amici di vacanza' (Mauro, Roby, Ciccio, Marco, Elena, Nadia, Abo, Nico), capodanni davanti al caminetto acceso, mentre Ely e la sciura Bruna ci tenevano d'occhio per evitare che combinassimo danni... ecco quelli erano capodanni di vita, mentre i capodanni dell'epoca mia moderna sono capodanni che preferisco ignorare. Non ho niente da festeggiare, o meglio non ci trovo niente da festeggiare. Ho perso il gusto forse, o forse boh. Fatto sta che preferisco starmene qui, con Ettha. Proprio come lo scorso anno. A mezzanotte brinderò con un bicchiere di wodka, bacerò la creatura, manderò a fanculo un tot imprecisato di persone, cose, fatti, ricordi, sensazioni, e poi sarà come ieri. Un altro giorno che ricomincia, uguale a quello appena terminato. Ma quest'anno ho una gioia ed un dolore in più. Oddio... una gioia e molti dolori in più, più vero così. Non rinnego niente di quest'anno, nessuna azione, nessun pensiero. Ho vissuto come ho potuto e se a qualcuno non è piaciuto...spiacente, io sono così. E capisco che anche voi avete vissuto come avete potuto, forse alcuni anche come hanno voluto, ma a me, sinceramente, non importa poi tanto di voi. Andate e fate, agite, pensate, sentitevi liberi, sputate e abbracciate, amate e odiate. Fate quello che vi pare, io faccio altrettanto. Carpe diem, si diceva. Ma l'attimo è così breve che coglierlo è impossibile. Insomma nessun bilancio avevo detto ed invece mi accorgo che l'ho fatto. Mai darmi retta, mai fidarsi delle mie parole. Sono peggio di una banderuola al vento. E dato che ho fatto trenta, facciamo anche trentuno, così rimango in tema. Ora mi darò un paio di consigli, quindi voi, se per caso passate di qui e leggete, sappiate che quello che state per leggere è rivolto a me. Torna a guardare negli occhi le persone, nessuno è superiore nessuno è inferiore, torna a parlare con loro, evita di gridargli addosso la tua ira, ricordati che non c'è mai solo bianco o nero, mai giusto o sbagliato, ci sono tanti colori, tante gradazioni, ci sono sbagli esatti ed esattezze sbagliate. Non c'è solo la tua volontà, c'è la volontà degli altri, prova a rispettarla una volta ogni tanto (so che ci proverai ma non sempre riuscirai a farlo, dopotutto è capodanno e non la notte dei miracoli). Ricordati che sei felice anche se a te non sembra. Ricordati della valigia che hai nell'armadio, usala quest'anno. Non lasciare che le catene diventino ancora più pesanti. Vedi di mettere la testa a posto, come ti diceva chi ti voleva bene. Metti giudizio che hai la tua bella età e non puoi continuare ad essere così svanita come lo sei stata fino ad oggi. Impara dagli errori, e se proprio non potrai fare a meno di sbagliare, sbaglia in grande, cadi, sbucciati ginocchia e gomiti, fatti qualche livido. Anche quella è vita, e lo sai. Sei arrivata fino a qui, forse non nel modo migliore, ma sicuramente a modo tuo. Un modo non giusto, non sbagliato, il tuo modo. E a chi si permette di giudicare sputa in faccia, fallo. Sei perfetta imperfetta come sei, con le tue onde, il tuo spleen, il tuo sentire, il tuo amare. Viviti questa tua vita, una delle tante vite che ti potevano capitare.
Insomma Spleen, beviti tutto, il dolce e l'amaro, miele e fiele, ma bevi. Questo mi consiglio, mi consiglio di bermi la vita, e auguro anche a voi, anche a chi mi sta sul cazzo, di poter bere un altro anno di vita (magari a loro auguro più fiele che miele...).
E buon 2006, vada come vada.

... comunque, e forse ancor più, amore

mi raccontavo le favole, e non c'erano lupi cattivi, non ancora
mi specchiavo, occhi negli occhi, ed erano ancora laghi, non lacrime
mi accarezzavo, ma non c'era ancora dolore da togliere
erano anni di bimba, erano anni in cui i riflessi erano giochi
è rimasto ora lo specchio, ma la bimba si è perduta


tanti auguri a meeee
(grazie a chi oggi si è ricordato di me e mi ha fatto gli auguri.
Grazie sweetie d'essere stato il primo.
E oggi per regalo ho ricevuto la NEVE. Sono felice come una paperella)

Buon Natale mondo e Buon Natale a chi passerà di qua
Caro Babbo Natale, ti scrivo questa lettera, vorrei la recapitassi al tuo superiore (a Dio, ecco). So che sono un po’ in ritardo, ma credo che la tecnologia moderna mi verrà in aiuto, e riuscirai a fargliela leggere in tempo.
Caro Dio, quest’anno la scrivo a te la lettera con la lista dei miei desideri e dei regali che vorrei trovare sotto l’albero. Spero non ti offenda per il mio ardire, ma fai uno strappo alla regola, ti va? Bene, credo di avere visto un cenno d’assenso, e poi… porta pazienza ma i 33 anni sono pesanti da portare e qui sulla Terra si dice portino anche vagamente sfortuna (riferendosi agli anni di tuo figlio). Allora io comincio, ecco la mia lista: vorrei fiorissero i ciliegi in dicembre, vorrei un'aurora boreale in tutti i cieli, vorrei pioggia zuccherata, e sole profumato d'arancia, vorrei che i deserti tutti diventassero prati e fiori e ruscelli, vorrei capire il canto delle balene, vorrei che gli alberi non impiegassero secoli per diventare alti e rigogliosi ma che bastasse loro una notte, vorrei mille vite da vivere e mille altre vite da ricordare, non vorrei più avere occasione di provare rimpianti e rimorsi, vorrei togliessi il dolore dalla mente e dal corpo degli uomini lasciando loro solo il ricordo, non vivo e pulsante, ma nostalgico e soffuso, vorrei che il passato e gli errori non pesassero sugli innocenti, vorrei che il diavolo in persona venisse a portare via i mostri che si nascondono tra di noi, vorrei che le nostre anime finalmente avessero voce e ci parlassero, vorrei che l'uomo scordasse l'io e vivesse per il noi, vorrei che la paura di vivere non facesse desiderare di non essere mai nati, vorrei occhi innocenti non violati, vorrei cuori puri, vorrei uomini senza orchi nascosti nelle pieghe delle loro anime, vorrei che per un giorno, un giorno solo, nessuno al mondo dovesse piangere, vorrei che per un giorno, un giorno solo, nessuno andasse a letto pregandoti di non farlo risvegliare al mattino dopo, vorrei che per un giorno, un giorno solo, le persone provassero amore per gli esseri umani tutti, vorrei che le mani dei bambini servissero solo a far volare gli aquiloni e a costruire castelli di sabbia, vorrei che nessuno uomo fosse schiavo di altri uomini, ed infine vorrei una bacchetta magica da usare quando ne avrò voglia.
Questi sono i regali che vorrei, ma se proprio i miei desideri fossero per te impossibili da esaudire te ne chiedo uno, piccolo e facile facile: toglici l’intelligenza, perché la useremo solo per inventare nuove armi e creare nuovo dolore, toglici i desideri perché li useremo solo per il nostro piacere e il nostro io, toglici la pietà e le lacrime perché le sprecheremo per le banalità, toglici la tristezza perché saremo tristi per un’unghia spezzata e non vedremo i corpi dilaniati dalle ideologie, toglici la volontà perché la impiegheremo per prevaricare gli altri, toglici il cuore perché pulserà d’odio, toglici i nostri sogni perché li trasformeremo in incubi per gli altri, toglici l’allegria perché la proveremo nel vedere la sofferenza degli altri, toglici il sorriso perché verrà usato per disprezzare, toglici l’anima perché non la useremo mai. Ecco, questo è il mio piccolo desiderio: rendici meno umani. E se siamo a tua immagine e somiglianza, togliti di torno anche tu, perché non so che farmene di un dio come noi.
Grazie,
spleen
'Ciao, come stai?' - 'Boh' - 'Ci vediamo stasera?' - 'Mah .. veramente avrei il cuore occupato... ' - 'Ed è un problema?' - 'Non per te' - 'Allora ci vediamo?' - 'Ti ho detto che avrei il cuore occupato... ' - '..Quindi?' - 'Quindi non ti cerco, non mi cercare. Se tornerò leggera ti chiamerò' -'Allora non ci vediamo?' - 'No, non ci vediamo'
bendami...
(evitami lo scempio del vedere)
legami...
(di te non voglio ricordo sotto le unghie)
prendimi...
(quello che vorrai avrai)
lasciami...
(non avrai altro)

e sarò per te amore o puttana?
io amo senza di te
il tuo piacere ha bisogno di me
(e la puttana, allora dimmi, tra i due chi è?)
(meglio specificare: non sto parlando di Lui. Ho scritto di uno gioco di ruoli, punto. L'amore mio, Lui, non mi benda e non mi lega, ama il mio amore libero e mi guarda negli occhi, sempre)
Non ho più fiato. Non ho più tempo. Non per te. Ora lo voglio sprecare per me, per me sola. Ho ricominciato a sprecarmi. Ed ho ritrovato il gusto di farlo. Non lo faccio più per te. Ho ritrovato il gusto delle notti sprecate a giocare inseguendo il piacere. Il mio gioco. Il mio piacere. Del tuo non me ne importa più. Mi hai chiesto troppo, anche quando non chiedevi nulla. Ho trovato la chiave, ho sciolto l'inganno. Ti lascio quel che resta del mio amore, fanne quello che vuoi.

E c'era una volta un amore che stava dentro una mano,
talmente palese che sembrava un cristallo nudo.
E c'era una volta un amore assoluto, un'acqua da bere,
il cero di una preghiera, una preghiera soltanto.
E c'era un muschio andaluso che ti pareva amore ed era soltanto sussiego...
Caro amore bugiardo
caro amore infinito
circolo intorno a te
anello per ogni dito
(A. Merini - grazie Miski)
